di ALBERTO MARGONICelebrazione di ringraziamento e saluto in Cattedrale al vescovo Giuseppe Zenti che conclude il suo ministero episcopale nella diocesi di Verona
Domenica scorsa, 8 novembre, la comunità di Sant’Ambrogio di Valpolicella ha celebrato con il Vescovo la festività solenne dei Santi Coronati, patroni degli scalpellini, dei cavatori e degli operatori delle arti murarie, insieme alla commemorazione dei Caduti di tutte le guerre
Preghiera di supplica rivolta al santo patrono della città e della diocesi di Verona dal vescovo e dal sindaco per chiedere l'aiuto nell'affrontare il dramma del contagio da Coronavirus
In contemporanea con tutti i Vescovi italiani mons. Giuseppe Zenti ha impartito la sua benedizione per i defunti, in special modo per le vittime di Coronavirus, che sono morti senza esequie
Ai fedeli di tutta la Diocesi di San Zenoavevamo tanto sperato che il coronavirus con il suo devastante influsso avesse termine entro pochi giorni. La realtà si sta mostrando più seria del previsto. La affrontiamo senza allarmismi, ma anche con senso di grande responsabilità.
Il tema della carità fraterna è uno dei più insistentemente richiamati da Agostino, in tutte le sue opere, specialmente negli interventi omiletici rivolti ai fedeli.
Se la funzione delle Sedi apostoliche, non solo nella loro origine, ma nel dispiegarsi della storia, è quella di essere radice del Cristianesimo e parametro di comunione ecclesiale, si comprende perché Agostino ha attribuito tanta importanza al fatto della successione apostolica: solamente la certezza della ininterrotta serie di vescovi assicura il collegamento con la sorgente della verità
A Torri del Benaco si è tenuto l’annuale incontro con il Vescovo, monsignor Giuseppe Zenti, per la benedizione della stagione turistica sul lago di Garda. Al centro degli interventi la prospettata barriera anti-immigrati del Brennero e il Giubileo della Misericordia.
L’enciclica Laudato si’, mentre giustamente esalta la grandezza dell’uomo, vertice del creato, immagine e somiglianza di Dio, non intende sminuire il valore di ogni opera della creazione: “Ogni creatura ha una sua funzione e nessuna è superflua. Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio” (84).
Premessa la precisazione che creazione non corrisponde in tutto, nelle profondità del loro senso, a natura, in quanto creazione rimanda al Creatore, mentre natura non vi rimanda, almeno in prima battuta, l’enciclica focalizza l’argomento della creazione su un versetto salmodico: “Dalla parola del Signore furono fatti i cieli” (77). Come creature, tutte le cose sono destinatarie dell’amore di Dio, “oggetto della tenerezza del Padre, che assegna loro un posto nel mondo” (77), perché, al dire di Dante, Lui è “l’amor che move il sole e l’altre stelle” (ivi).
Papa Francesco dedica il secondo capitolo dell’enciclica Laudato si’ (nn. 62-100) all’apporto che la Parola di Dio offre al fine della salvaguardia del creato. Offre una luce singolare di comprensione e di sollecitazione alla sua valorizzazione e al suo rispetto che la ragione da sola non è in grado di attivare...
Quale impatto ha il degrado dell’ambiente sull’essere umano? È una domanda carica di angoscia che Papa Francesco si pone (43). Focalizza l’attenzione sul vivere disordinato nelle città e nei quartieri congestionati e disordinati, senza spazi di verde (44). Non esita a denunciare la privatizzazione degli spazi della bellezza e dei quartieri residenziali ecologici riservati a pochi (45), la pesante ricaduta di alcune innovazioni tecnologiche sulla disoccupazione, l’aumento della violenza, del narcotraffico, del consumo crescente di droga fra i giovani, “sintomi di un vero degrado sociale, di una silenziosa rottura dei legami di integrazione e di comunione sociale” (46)...
Tre questioni vengono poste sotto osservazione dall’enciclica Laudato si’. Anzitutto la questione del clima che sta dando segnali da non sottovalutare: “Siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. […] La maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra […]. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale” (23). Ma la sua parte di colpa va riconosciuta pure alla deforestazione (cf 23).
Il primo capitolo dell’enciclica Laudato si’ è costituito di ben 44 paragrafi. Fa una analisi al microscopio elettronico dell’attuale situazione ecologica globalizzata. Cose allucinanti, che non possono lasciare nessuno indifferente. Papa Francesco si fa voce dei «gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo» (53)...
Papa Francesco nell’introduzione dell’enciclica Laudato si’, articolata in sedici paragrafi, definisce la terra sorella e madre. Ma “questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla” (2).
Attraverso il nostro settimanale Verona Fedele, in occasione della sua pubblicazione, ho presentato l’Enciclica Lumen fidei, scritta, come fu osservato, a due mani, cioè da papa Benedetto e da papa Francesco. A suo tempo ho presentato l’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, opportunamente fin da allora definita la “mappa del pontificato di papa Francesco”. Ora, come pastore della nostra diocesi, sento il dovere di presentare l’Enciclica di papa Francesco Laudato si’, per invogliarne la lettura...
Domenica scorsa, 8 novembre, la comunità di Sant’Ambrogio di Valpolicella ha celebrato con il Vescovo la festività solenne dei Santi Coronati, patroni degli scalpellini, dei cavatori e degli operatori delle arti murarie, insieme alla commemorazione dei Caduti di tutte le guerre
Preghiera di supplica rivolta al santo patrono della città e della diocesi di Verona dal vescovo e dal sindaco per chiedere l'aiuto nell'affrontare il dramma del contagio da Coronavirus
In contemporanea con tutti i Vescovi italiani mons. Giuseppe Zenti ha impartito la sua benedizione per i defunti, in special modo per le vittime di Coronavirus, che sono morti senza esequie
Ai fedeli di tutta la Diocesi di San Zenoavevamo tanto sperato che il coronavirus con il suo devastante influsso avesse termine entro pochi giorni. La realtà si sta mostrando più seria del previsto. La affrontiamo senza allarmismi, ma anche con senso di grande responsabilità.
Il tema della carità fraterna è uno dei più insistentemente richiamati da Agostino, in tutte le sue opere, specialmente negli interventi omiletici rivolti ai fedeli.
Se la funzione delle Sedi apostoliche, non solo nella loro origine, ma nel dispiegarsi della storia, è quella di essere radice del Cristianesimo e parametro di comunione ecclesiale, si comprende perché Agostino ha attribuito tanta importanza al fatto della successione apostolica: solamente la certezza della ininterrotta serie di vescovi assicura il collegamento con la sorgente della verità
A Torri del Benaco si è tenuto l’annuale incontro con il Vescovo, monsignor Giuseppe Zenti, per la benedizione della stagione turistica sul lago di Garda. Al centro degli interventi la prospettata barriera anti-immigrati del Brennero e il Giubileo della Misericordia.
L’enciclica Laudato si’, mentre giustamente esalta la grandezza dell’uomo, vertice del creato, immagine e somiglianza di Dio, non intende sminuire il valore di ogni opera della creazione: “Ogni creatura ha una sua funzione e nessuna è superflua. Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio” (84).
Premessa la precisazione che creazione non corrisponde in tutto, nelle profondità del loro senso, a natura, in quanto creazione rimanda al Creatore, mentre natura non vi rimanda, almeno in prima battuta, l’enciclica focalizza l’argomento della creazione su un versetto salmodico: “Dalla parola del Signore furono fatti i cieli” (77). Come creature, tutte le cose sono destinatarie dell’amore di Dio, “oggetto della tenerezza del Padre, che assegna loro un posto nel mondo” (77), perché, al dire di Dante, Lui è “l’amor che move il sole e l’altre stelle” (ivi).
Papa Francesco dedica il secondo capitolo dell’enciclica Laudato si’ (nn. 62-100) all’apporto che la Parola di Dio offre al fine della salvaguardia del creato. Offre una luce singolare di comprensione e di sollecitazione alla sua valorizzazione e al suo rispetto che la ragione da sola non è in grado di attivare...
Quale impatto ha il degrado dell’ambiente sull’essere umano? È una domanda carica di angoscia che Papa Francesco si pone (43). Focalizza l’attenzione sul vivere disordinato nelle città e nei quartieri congestionati e disordinati, senza spazi di verde (44). Non esita a denunciare la privatizzazione degli spazi della bellezza e dei quartieri residenziali ecologici riservati a pochi (45), la pesante ricaduta di alcune innovazioni tecnologiche sulla disoccupazione, l’aumento della violenza, del narcotraffico, del consumo crescente di droga fra i giovani, “sintomi di un vero degrado sociale, di una silenziosa rottura dei legami di integrazione e di comunione sociale” (46)...
Tre questioni vengono poste sotto osservazione dall’enciclica Laudato si’. Anzitutto la questione del clima che sta dando segnali da non sottovalutare: “Siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. […] La maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra […]. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale” (23). Ma la sua parte di colpa va riconosciuta pure alla deforestazione (cf 23).
Il primo capitolo dell’enciclica Laudato si’ è costituito di ben 44 paragrafi. Fa una analisi al microscopio elettronico dell’attuale situazione ecologica globalizzata. Cose allucinanti, che non possono lasciare nessuno indifferente. Papa Francesco si fa voce dei «gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo» (53)...
Papa Francesco nell’introduzione dell’enciclica Laudato si’, articolata in sedici paragrafi, definisce la terra sorella e madre. Ma “questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla” (2).
Attraverso il nostro settimanale Verona Fedele, in occasione della sua pubblicazione, ho presentato l’Enciclica Lumen fidei, scritta, come fu osservato, a due mani, cioè da papa Benedetto e da papa Francesco. A suo tempo ho presentato l’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, opportunamente fin da allora definita la “mappa del pontificato di papa Francesco”. Ora, come pastore della nostra diocesi, sento il dovere di presentare l’Enciclica di papa Francesco Laudato si’, per invogliarne la lettura...