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"Gioco sospeso", donazione di Rossetti Market a Pediatria

Comprare un gioco nuovo, per un bambino, è sempre una grande emozione. Comprare un gioco nuovo per un altro bambino, che sta vivendo un momento di difficoltà, è un gesto d’amore. L’iniziativa Gioco sospeso che abbracciata da Rossetti Market in favore della Pediatria donerà un sorriso a tanti bimbi che devono trascorrere qualche giorno in reparto, accuditi dal team guidato dal professor Giacomo Biasucci e dalla coordinatrice Carlotta Granata. Raccogliendo la proposta di Asso Giocattoli, associazione italiana delle imprese che operano nei settori giochi e giocattoli, prodotti di prima infanzia il mega store di Alseno ha raccolto oltre 1600 euro in prodotti che sono stati consegnati al reparto di Piacenza per allietare le giornate dei piccoli pazienti. “Un altro bellissimo gesto di solidarietà a favore della nostra Pediatria – ha commentato il professor Biasucci accogliendo il titolare del mega store Giuseppe Rossetti e Jessica Filippi, responsabile marketing – Nel segno delle linee guida date dal nostro presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, come Azienda abbiamo sempre puntato a mettere centro il paziente e il suo percorso di cura, privilegiando una risposta integrata ai suoi bisogni di salute puntando su umanizzazione e personalizzazione della cura e gentilezza delle relazioni. Prestiamo grande attenzione al benessere complessivo dei nostri pazienti unendo la cura del corpo a quella emotiva attraverso percorsi sempre più umanizzati, stanze colorate, lo spazio giochi e incontri con educatori. Siamo profondamente convinti che il gioco abbia un’importante funzione terapeutica, motivo per cui lo incoraggiamo. Questa donazione si inserisce pienamente nella nostra filosofia, offrendo ai bambini e ai ragazzi ricoverati un’occasione di svago che può contribuire al loro percorso di guarigione”. Concetto ripreso da Carlotta Granata. “Il tempo che sembra passare troppo alla svelta, quando sei in ospedale non passa mai e per i bambini è importante avere momenti di svago che aiutano a distrarsi dalla loro situazione e vivere meglio la permanenza in ospedale. Questi giochi ci saranno molto utili per far star bene i nostro piccoli pazienti”. “Quando Asso Giocattoli ci ha invitato a partecipare a questa iniziativa – hanno quindi evidenziato Giuseppe Rossetti e Jessica Filippi – abbiamo abbracciato subito l’idea. Non ci aspettavamo una risposta così entusiasta da parte della cittadinanza e della famiglia, la risposta che abbiamo ricevuto è stata ben oltre le nostre aspettative. È stato commovente vedere bambini che compravano un gioco non per se stessi ma per un altro bambino che neppure conosceva. Una grande insegnamento di altruismo e generosità di cui siamo orgogliosi di esserci fatti portavoce”.
"Gioco sospeso", donazione di Rossetti Market a Pediatria
On ER:  legge di bilancio 2025
Storia di un trapianto, Seventyfive BPM in cinemascope

Marco Crotti: dalla passione per la terra all’innovazione in agricoltura

  Nell'ultima puntata de “Lo Specchio di Piacenza”, l’ospite è stato Marco Crotti, presidente di Terrepadane, che ha illustrato, ieri sera su Telelibertà, il ruolo centrale del consorzio agricolo, attivo dal 1900 al fianco degli agricoltori. Un racconto che, sollecitato dalle domande della giornalista Nicoletta Bracchi, ha messo in luce l’equilibrio tra tradizione e innovazione, mostrando come Terrepadane supporti la crescita del settore attraverso servizi tecnici, manageriali e finanziari dedicati alle aziende agricole e zootecniche. Oltre a parlare del suo ruolo di presidente, Crotti ha aperto una finestra sulla sua vita personale, condividendo ricordi, esperienze e riflessioni. «Sono alla guida di Terrepadane dal 2018 ma in realtà, il mio coinvolgimento attivo è iniziato già nel 2014, quando il consorzio ha vissuto una trasformazione significativa. Un cambiamento che non è stato solo nominale, ma ha segnato un’evoluzione profonda, con l’ampliamento del nostro raggio d’azione ai territori di Pavia, Milano e Monza Brianza. È stato un passo importante per rafforzare la nostra presenza e il nostro ruolo nel settore agricolo, creando una rete più solida e strutturata». Crotti ha poi svelato un interessante aneddoto sulla scelta del nome: «È nato quasi per gioco, durante un confronto tra colleghi. Cercavamo qualcosa che rappresentasse al meglio la nostra identità e il nostro senso di appartenenza al territorio. Terrepadane è stato subito accolto con entusiasmo dal nostro team». Oggi Terrepadane ha un fatturato di 200 milioni di euro e impiega 200 famiglie, tra dipendenti e collaboratori, contando migliaia di soci. «Quando nacque, nel 1900, erano solo 47 soci che ebbero una visione lungimirante. Capirono che da soli non sarebbero andati lontano. Noi siamo eredi di quel DNA: fare sistema è la chiave per competere e crescere». La sfida del cambiamento climatico e il ruolo dell’acqua secondo il presidente: «Il clima e l’acqua sono elementi che influenzano profondamente il nostro lavoro e l’intera economia agricola piacentina la gestione delle risorse idriche è diventata una sfida sempre più complessa per il settore, e l’esperienza insegna a convivere con la natura e adattarsi ai suoi mutamenti». Crotti ha evidenziato un problema rilevante nel settore agricolo: la scarsa presenza di giovani. «È un dato di fatto che ci siano sempre meno giovani in agricoltura. Questo ci spinge a riflettere su come rendere più attrattivo questo settore per le nuove generazioni». Ricordando la sua formazione all’ITAS Raineri Marcora, ha sottolineato quanto sia stato importante per lui il periodo scolastico: «Prendere la corriera ogni mattina da Cortemaggiore, dove c'è l'azienda di famiglia, per raggiungere Piacenza è stato un percorso di crescita. La scuola mi ha dato lo stimolo per il futuro, la voglia di fare e di mettermi in gioco». Un altro tema affrontato da Crotti è stato il cambiamento del ruolo delle donne nel settore agricolo: «Oggi esistono sempre più imprenditrici di successo. A Piacenza ci sono aziende agricole e stalle gestite da donne che rappresentano vere eccellenze». Guardando all’Europa, ha espresso alcune preoccupazioni: «Abbiamo visto cadere il muro di Berlino e oggi assistiamo a nuove divisioni e instabilità. In agricoltura, per crescere, serve stabilità. Vorremmo un’Europa che garantisse pari opportunità a tutti, senza barriere commerciali o normative penalizzanti. L’agricoltura piacentina è a un livello eccellente in Europa, con agricoltori che hanno voglia di innovare. Problemi normativi? Ad esempio in alcuni paesi europei l’uso dei droni per la distribuzione di agrofarmaci è già ammesso, mentre in Italia siamo ancora bloccati. Serve una normativa che ci permetta di essere competitivi». Per Marco Crotti, la più grande soddisfazione non è solo legata ai risultati raggiunti, ma alla possibilità di aver contribuito a costruire un futuro per le nuove generazioni di agricoltori e imprenditori del settore. «L’agricoltura ha bisogno di giovani, di persone pronte a innovare senza dimenticare le radici. Se anche una sola di queste persone ha trovato ispirazione nel mio percorso, allora il mio impegno ha avuto un senso. Ho avuto più di quello che ho dato». A proposito di nuove generazioni, ha parlato con orgoglio della figlia Maddalena, che sta portando avanti il suo percorso accademico: «Sta svolgendo un dottorato in Scienze Politiche e Sociologia a Barcellona. Ha una grande passione per il sociale e, in molte delle sue scelte, rivedo lo stesso senso di responsabilità e impegno che ho sempre sentito dentro di me. C’è una grande complicità tra noi. Un legame che si è rafforzato anche attraverso esperienze condivise, come i viaggi. Un ricordo? In Thailandia. Durante quel viaggio ci dissero che c’era il Covid, era il gennaio 2020. Pochi giorni dopo la pandemia arrivò anche in Italia. Un momento che ci ha fatto capire quanto il mondo possa cambiare all’improvviso, e quanto sia importante affrontare le sfide con consapevolezza». Le puntate de "Lo Specchio di Piacenza" sono disponibili in qualsiasi momento sulla piattaforma on demand di Telelibertà, permettendo a tutti gli spettatori di rivedere le interviste e gli approfondimenti dedicati ai protagonisti del territorio.  
Marco Crotti: dalla passione per la terra all’innovazione in agricoltura
Cartolerie, un futuro da scrivere: “Quaderni e matite non bastano più”

“Lo Specchio” intervista il presidente di Terrepadane Marco Crotti

“Lo Specchio” intervista il presidente di Terrepadane  Marco Crotti

Giovanni Fattori, oltre mille visitatori nel primo weekend

A XNL si è concluso con oltre mille visitatori - piacentini e turisti da Milano, Roma, Bergamo, Como, Pavia e altre località - il primo fine settimana della grande mostra di Giovanni Fattori, aperta al pubblico da sabato 29 marzo, dopo il taglio del nastro di venerdì sera e che resterà aperta fino al 29 giugno. Il percorso, a cura di Fernando Mazzocca, Elisabetta Matteucci e Giorgio Marini, comprende oltre 170 opere dell'artista, più la sezione sul paesaggio interpretato dalla fotografa contemporanea Elger Esser. In continuità, nella rotonda d'onore della Galleria d'arte moderna "Ricci Oddi”, è allestita la mostra "Da Ghiglia a Morandi. Ripensare Fattori nel Novecento”, a cura di Barbara Cinelli e Lucia Pini, sul lascito del pittore toscano trasmesso alle generazioni successive. L'omaggio al "genio dei Macchiaioli” ha idealmente sancito l'inizio delle celebrazioni per il bicentenario di Giovanni Fattori, nato a Livorno il 6 settembre 1825 e morto a Firenze il 30 agosto 1908. All'inaugurazione dell'esposizione, fortemente voluta da Rete Cultura Piacenza e organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, sono intervenute, accanto alle istituzioni piacentine, quelle livornesi, rappresentate da Luciano Borsotti, presidente di Fondazione Livorno, dal sindaco Luca Salvetti e dall'assessora alla Cultura del Comune, Angela Rafanelli. «La dimensione collettiva di questa iniziativa è l'aspetto di cui andiamo più orgogliosi» ha sottolineato Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, aggiungendo: «In questa partita, la nostra rete istituzionale dedicata alla cultura ha superato i confini della regione ed è arrivata fino a Livorno. Se la mostra che vedrete è così ricca - ha evidenziato Reggi - lo dobbiamo allo spirito generoso e di collaborazione della Fondazione Livorno, omologo toscano del nostro ente, e poi del Comune di Livorno. Da soli, non smetterò mai di ripeterlo, siamo tutti più deboli. Per sviluppare grandi progetti, lo spirito di squadra è fondamentale». L'articolo di Anna Anselmi su Libertà
31 MAR 25
Giovanni Fattori, oltre mille visitatori nel primo weekend

Angil dal Dom della Famiglia piasinteina a Ivo Gilian

Ivo Gilian, decano della canzone piacentina, ha ricevuto l’Angil dal Dom per la sua straordinaria carriera artistica. Compositore, musicista e narratore, Gilian ha attraversato decenni di storia musicale con talento e passione, lasciando un segno indelebile nella musica da ballo e nella tradizione del Liscio. La cerimonia di premiazione di Ivo, accompagnato dalle famiglia, si è svolta al President, poco prima dello spettacolo "La vita è tutta un quiz!" di Uccio Genovese. Il prestigioso riconoscimento gli è stato conferito dalla Famiglia Piasinteina. Queste le motivazioni che hanno portato alla consegna del premio da parte del razdur Danilo Anelli: «Per i prestigiosi successi ottenuti in campo musicale con meriti nazionali e internazionali, portando sempre nel suo cuore la sua amata terra, Piacenza». Un omaggio a un artista che, nato nel 1931, ha saputo raccontare con le sue canzoni e i suoi testi un’epoca, diventando un punto di riferimento per la musica piacentina e non solo. La sua avventura musicale è iniziata nel 1946, quando, appena quindicenne, è salito per la prima volta sul palco di una sala da ballo. Da allora, ha scritto, suonato e cantato, portando avanti la tradizione con passione inalterata. Le sue origini affondano nel Polesine Parmense, ma è a Gerbido di Mortizza che si sente davvero a casa. «Sono orgoglioso e commosso nel ricevere questo riconoscimento. A 94 anni, guardo indietro con gratitudine a una vita dedicata alla musica - commenta il signor Gilian che proprio in questi giorni ha presentato il suo libro "Racconti di una Vita" - e sapere che il mio percorso viene ancora apprezzato è un’emozione indescrivibile»
31 MAR 25
Angil dal Dom della Famiglia piasinteina a Ivo Gilian

Musica e soft skill: al via il progetto di Cattolica e Nicolini

L’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Piacenza, e il Conservatorio Nicolini di Piacenza promuovono un seminario e laboratorio nell’ambito del partenariato fra i due atenei sul progetto di placement UC CareER Hub, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con fondi FSE +. Il “Fare Musica” richiede un approccio metodologico fondato sulle Competenze Trasversali (Soft Skill), che si rivelano essenziali e indispensabili nel processo creativo. Questo percorso formativo intende evidenziare l’importanza dell’ascolto attivo e della condivisione delle conoscenze come strumenti fondamentali per il lavoro di squadra. Il progetto, destinato agli studenti triennali e magistrali dell’UCSC Piacenza, si sviluppa in tre incontri di tre ore ciascuno, curati da tre docenti del Conservatorio Nicolini: Giuseppe Camerlingo (coordinatore e docente di Orchestra), Guido Galterio (docente di Musica da Camera) e Loris Stefanuto (docente di Percussioni), in collaborazione con Franca Cantoni, docente di Organizzazione Aziendale di UCSC. Gli studenti del Conservatorio Nicolini parteciperanno attivamente come facilitatori dei processi comunicativi. Sabato 29 marzo 2025, dalle 14:30 alle 17:30, il Conservatorio Nicolini ospiterà il primo seminario del percorso. Guidati dal Maestro Giuseppe Camerlingo, gli studenti avranno l’opportunità di scoprire come l’ascolto attivo sia un pilastro della creazione musicale e della comunicazione efficace. Attraverso un viaggio tra logica ed emozione, tra cuore e cervello, i partecipanti esploreranno il ruolo della motivazione e della passione nel fare musica, approfondendo anche il concetto di intelligenza collettiva. Come si organizza un’orchestra? Quali sono le dinamiche di una prova? Queste domande troveranno risposta in un’esperienza formativa immersiva e interattiva. Il percorso proseguirà sabato 5 aprile 2025, sempre dalle 14:30 alle 17:30, ancora una volta presso il Conservatorio. In questa occasione, accanto a Camerlingo interverrà anche il docente Guido Galterio, per un approfondimento sulle diverse modalità di fare musica: solismo, musica da camera e orchestra. Tre contesti con regole e dinamiche differenti, ma tutti accomunati dalla necessità di equilibrio tra leadership, rigore e flessibilità. Quanto conta il compromesso nel raggiungimento di un obiettivo comune? E soprattutto, esiste davvero la perfezione? Un interrogativo che verrà affrontato attraverso esempi pratici e riflessioni sul valore del tempo, un elemento essenziale non solo nella musica, ma anche nel lavoro di squadra. Il laboratorio si concluderà venerdì 11 aprile 2025, dalle 13:30 alle 16:30, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, con un’esperienza che metterà gli studenti alla prova nella dimensione della performance e dell’improvvisazione. Sotto la guida di Giuseppe Camerlingo e Loris Stefanuto, i partecipanti sperimenteranno il valore della spontaneità attraverso esercizi di respiro, canto e body percussion. Un’opportunità per abbattere barriere comunicative, esplorare nuove forme di espressione e rafforzare la capacità di adattamento a situazioni impreviste. L’intero progetto è stato ideato, progettato e coordinato da Franca Cantoni e Giuseppe Camerlingo, con il contributo attivo degli studenti del Conservatorio Nicolini nel ruolo di facilitatori. Un percorso che non è solo un’esperienza formativa, ma una metafora del lavoro di squadra e della capacità di costruire insieme un’armonia comune, proprio come in un’orchestra.
27 MAR 25
Musica e soft skill: al via il progetto di Cattolica e Nicolini
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