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Anziani e bimbi "vicini di età" tra ginnastica e yoga

Da una parte ci sono muscoli e cervello da tenere allenati, dall'altra corpi pieni di energia ma altrettanto fragili. Così, a Gragnano, anziani e bambini si incontrano a metà strada, praticando insieme ginnastica e yoga, oltre ad altre attività creative, con esercizi adatti a tutti: ecco il progetto "Lontani di casa, vicini di età" che è stato promosso dalla scuola dell'infanzia "La Casa delle Rane" gestito da Acquelaria in collaborazione con il Centro Diurno Assistenziale di Gragnano, gestito da Auroradomus. Un'esperienza unica che unisce tenerezza, saggezza e scoperta. Sono diverse le attività previste negli incontri tra giovani e anziani, nel progetto ideato da Luciana Maserati e Giorgia Maggi, rispettivamente titolare e coordinatrice pedagogica della Casa delle Rane: letture condivise, yoga e rilassamento corporeo, canto corale, curare l'orto, oltre a laboratori di logica e memorizzazione. Un vero e proprio scambio di energie e competenze: i più piccoli apprendono attraverso il gioco e l'ascolto, mentre gli anziani esercitano la memoria e la mente, contrastando il decadimento cognitivo e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità. «Questo progetto - chiarisce Maggi - nasce dal desiderio di creare occasioni di incontro tra i nostri bambini dagli 0 ai 6 anni e gli anziani del Centro Diurno. È un progetto strutturato in diversi momenti e attività, finalizzate a costruire insieme esperienze significative e stimolanti, valorizzando risorse e talenti di ciascuno».
10 NOV 25
Anziani e bimbi "vicini di età" tra ginnastica e yoga

Insegnante precaria piacentina batte l'algoritmo ministeriale cambiata

Un'insegnante piacentina era stata esclusa da una parte di supplenze (fondamentale per assicurarle l’incarico completo nella medesima scuola) per l’anno scolastico 2023-2024. Vittima, a suo dire, dell’algoritmo ministeriale di assegnazione degli incarichi temporanei, e privata della cattedra da precaria.La donna ha presentato ricorso contro il ministero dell’istruzione e nei giorni scorsi il Tribunale di Piacenza le ha dato ragione.Con la sentenza 509/2025 del 25 marzo, infatti, il giudice ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Francesco Americo della Flc-Cgil, riconoscendo il diritto della lavoratrice al conferimento di un incarico di supplenza per il completamento su spezzone orario.In particolare, veniva evidenziato che, nel primo turno di nomina, le era stato attribuito un incarico di sole 8 ore nonostante la disponibilità di ulteriori spezzoni compatibili con il suo profilo professionale.L’insegnante ha documentato come il sistema informatizzato di assegnazione delle supplenze - il discusso algoritmo ministeriale in auge da tre anni - abbia violato i criteri (stabiliti dall’ordinanza ministeriale 60/2020 e dall’articolo 12 dell’ordinanza 112/2022) attribuendo incarichi a candidati con punteggio inferiore. Da quanto riferito dalla Flc-Cgil, dopo la discussione il Tribunale ha riconosciuto la fondatezza delle lamentele della docente, ritenendo illegittimo il mancato conferimento dell’incarico di supplenza che le sarebbe spettato. L'ARTICOLO DI SIMONA SEGALINI SU LIBERTÀ
1 APR 25
Insegnante precaria piacentina batte l'algoritmo ministeriale cambiata
Ciclista travolta da un'auto in via Pietro Cella
JasnaMerku - Unesco je leta 2018 priznal suhogradnjo kraškega zidka kot nesnovno kulturno dediščino človeštva. - Gropada_4
I valori dell'arte con il progetto “Take P(Art)
Accessori elettrici non a norma: sequestrati 700 prodotti

Nuovo ponte Lenzino da oltre 30 milioni, ecco il primo pilone: è fatto a "elica"

È un pilone sorprendentemente cicciotto ed elicoidale, come un giornale arrotolato su se stesso, ma ripieno di cemento con la betoniera. Eccolo, finalmente, dopo un anno e mezzo di lavori – lo start fu nel luglio 2023 – con la dinamite, le ruspe, gli operai per sbancare la montagna, abbattere parte dei resti più dolorosi del ponte Lenzino crollato il 3 ottobre 2020 e iniziare le fondazioni, la futura strada da 580 metri, quella per cui scesero davanti al bar “Chiara” in 300, in protesta, nella primavera 2021, perché la maggioranza qui chiedeva a gran voce un ponte diverso, “Basta con il vergognoso passato, noi lo avevamo detto che crollava tutto”, “Si tolgano le curve”, “Si eviti la frana maledetta che preme da monte, almeno”. Gli diedero, a fatica, ragione. Ed ora ecco il primo pilone, primo di quattro, per ricucire stabilmente le sponde di Marsaglia e Cerignale lungo la Statale 45 e mandare in pensione il Bailey che ha retto – va detto – egregiamente e senza un contraccolpo dal luglio 2021. Il pilone che ci lascia intravedere quel che sarà il nuovo Lenzino da 180 metri (costo 36 milioni di euro) sta accanto a un altro in costruzione in mezzo al Trebbia, il fiume che vide il ponte crollare cinque anni fa e quello prima ancora, ottocentesco, piegarsi – una bestia ferita – sotto le bombe della guerra. Il chilometro è sempre quello: il 78,250. Del vecchio ponte resterà solo una parte, trasformata in punto panoramico agganciato all’altra sponda da un ponte tibetano pedonale. L’ARTICOLO DI ELISA MALACALZA SU LIBERTA’
27 MAR 25
Nuovo ponte Lenzino da oltre 30 milioni, ecco il primo pilone: è fatto a "elica"
Elementi totali: 60115
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