Dante sta concludendo il suo viaggio nell’Inferno. Giunge nel frattempo, accompagnato da Virgilio, nel nono cerchio, nella zona del Cocito, tutto ghiaccio, denominata Caina...
Nel suo primo prolungato soggiorno a Verona, cioè nel 1304, Dante, spirito irrequieto e sempre in cerca di nuove conoscenze, aveva trovato il tempo di godersi le meraviglie del lago di Garda, denominato Benaco...
Nel canto quindicesimo dell’Inferno Dante incontra Brunetto Latini, il suo insegnante di letteratura poetica, che rende eterno l’uomo, per la fama che ne consegue: “chè ’n la mente m’è fitta, e or m’accora, / la cara e buona imagine paterna / di voi quando nel mondo, ad ora ad ora / m’insegnavate come l’uom s’eterna”...
| di Mons. Giuseppe Zenti Vescovo emerito di Verona
Sotto la guida di Virgilio, Dante sta percorrendo il secondo cerchio dell’Inferno. È il cerchio riservato a coloro che hanno sottomesso la ragione all’istinto, nel caso specifico all’impeto della lussuria. Si trovano perciò nella bufera infernale che manifesta la bufera morale da essi sperimentata nella vita terrena, sottomettendosi alla violenza della passione, invece di lasciarsi guidare dalla saggezza della ragione.
Nel pieno della sua vita, quando l’uomo prende coscienza del suo valore, delle sue potenzialità e del suo ruolo sociale, immerso nella politica di Firenze, Dante si è trovato smarrito e come sommerso nella mondanità...
Vedremo nel prossimo intervento come Dante ha vissuto il suo Giubileo. Ora fissiamo l’attenzione su quella che potremmo definire l’essenza stessa del Giubileo nel pensiero del sommo poeta...
Dopo oltre cento interventi sugli aforismi di Agostino, almeno provvisoriamente, cambiamo registro. Papa Francesco, in vista dell’anno giubilare, ha suggerito di prendere in considerazione i due massimi letterati italiani di ispirazione cristiana, Dante e il Manzoni...
Agostino sta commentando il passo di Giovanni che descrive la presenza di Gesù alla festa delle Capanne. Praticamente in incognito. E si interroga sul perché...
Quanto Agostino fosse preoccupato dell’unità della Chiesa lo si constata in moltissime sue opere. Era per lui un pensiero fisso, mentre il Donatismo stava dividendo la Chiesa, con ricadute anche sui cattolici...
Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, narra l’evangelista Giovanni, coloro che ne avevano beneficiato volevano farlo re. Ma Gesù non è un re secondo i criteri umani...
Se mai fosse necessario, preciso che Agostino nei trattati sul Vangelo di Giovanni e sulla sua prima lettera, si è impegnato sul fronte di una crisi vissuta dai fedeli di Ippona in seguito alle eresie e agli scismi...
Uno dei messaggi più frequenti negli interventi di Agostino, con il quale dà inizio anche al suo sedicesimo trattato sul Vangelo di Giovanni, è il rapporto che esiste tra discepoli di Cristo, che Agostino definisce condiscepoli, e Cristo...
Agostino commenta il passo di Giovanni che mostra Gesù affaticato, seduto al pozzo di Giacobbe. Già abbiamo intuito che si tratta dell’incontro di Gesù con la Samaritana, venuta ad attingere acqua al pozzo. Agostino coglie l’occasione per svelare i significati simbolici di quell’incontro...
Proseguendo nel commento al Vangelo di Giovanni, Agostino è giunto al capitolo terzo, dove riporta la testimonianza di Giovanni il Battista su Gesù Cristo...
Agostino insiste sul valore e il significato simbolico delle nozze di Cana, a cui è stato invitato con sua Madre, Maria e con i suoi discepoli. Ma prima di tutto afferma che Gesù, partecipando a tali nozze, si è dichiarato il vero autore delle nozze...
Siamo arrivati all’ottavo trattato di Agostino sul Vangelo di Giovanni. Inizia il commento del secondo capitolo: “Furono fatte le nozze a Cana di Galilea”...
Agostino prende in considerazione il testo del vangelo di Giovanni frammento per frammento. E ogni frammento gli è sufficiente per intrattenersi con i fedeli a lungo...
Agostino intende commentare ai fedeli di Ippona il testo di Giovanni: «Ecco l’Agnello di Dio!». Chi proferisce queste parole? Giovanni il Battista. E Agostino coglie l’occasione per evidenziare la sua umiltà, che altro non era se non lo specchio dell’umiltà di Cristo...
Potrà forse sembrare strano il fatto che Agostino tenesse riflessioni di alta teologia alla sua gente, composta in prevalenza di contadini, pescatori, pastori, artigiani...
In una lunga serie di articoli che seguiranno ci lasceremo guidare da Agostino come fossimo la sua comunità di Ippona, di cui nel 416 ha cercato di risollevare la spiritualità alquanto in crisi, nutrendola con il commento al Vangelo di Giovanni...
Il volto di Dio Trinità va sempre cercato dal credente, come sollecita a fare il salmista: “Si rallegri il cuore di coloro che cercano Dio: cercate Dio e siate forti; cercate sempre il suo volto” (Sal 104,3-4)
Alla ricerca dei segni che Dio ha lasciato nell’uomo del suo essere Trinità, in quanto creato a sua immagine, Agostino parte da un principio che sviscera in mille modi...
Agostino era più che mai convinto che dove si trovano segnali di carità, cioè di amore fraterno, lì si riscontrano le tracce della presenza della Trinità. Ne parla ad esempio nel Commento alla prima lettera di Giovanni...
Nel libro VIII, che fa da ponte tra la prima e la seconda sezione del trattato sulla Trinità, Agostino riprende in considerazione un pensiero a lui molto caro e assai radicato nella sua mente: “Prima di comprendere dobbiamo credere” (De Trinitate 8,5.8: “Prius autem quam intellegamus credere debemus”)...
Nel trattato sulla Trinità di Agostino non poteva mancare questo aforisma, che fa da sintesi: Dio è uno e trino. Uno nella essenza. Trino nelle Persone. Come a dire che l’Assoluto di Essere, nel suo Essere unico, appartiene a ciascuna delle tre Persone divine...
Avendone personalmente sperimentato l’efficacia di salvezza in se stesso, Agostino mai distrae la sua attenzione da Cristo unico Salvatore, “nato da una donna” (De Trinitate 4,7.11)...
Nel pieno della sua vita, quando l’uomo prende coscienza del suo valore, delle sue potenzialità e del suo ruolo sociale, immerso nella politica di Firenze, Dante si è trovato smarrito e come sommerso nella mondanità...
Vedremo nel prossimo intervento come Dante ha vissuto il suo Giubileo. Ora fissiamo l’attenzione su quella che potremmo definire l’essenza stessa del Giubileo nel pensiero del sommo poeta...
Dopo oltre cento interventi sugli aforismi di Agostino, almeno provvisoriamente, cambiamo registro. Papa Francesco, in vista dell’anno giubilare, ha suggerito di prendere in considerazione i due massimi letterati italiani di ispirazione cristiana, Dante e il Manzoni...
Agostino sta commentando il passo di Giovanni che descrive la presenza di Gesù alla festa delle Capanne. Praticamente in incognito. E si interroga sul perché...
Quanto Agostino fosse preoccupato dell’unità della Chiesa lo si constata in moltissime sue opere. Era per lui un pensiero fisso, mentre il Donatismo stava dividendo la Chiesa, con ricadute anche sui cattolici...
Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, narra l’evangelista Giovanni, coloro che ne avevano beneficiato volevano farlo re. Ma Gesù non è un re secondo i criteri umani...
Se mai fosse necessario, preciso che Agostino nei trattati sul Vangelo di Giovanni e sulla sua prima lettera, si è impegnato sul fronte di una crisi vissuta dai fedeli di Ippona in seguito alle eresie e agli scismi...
Uno dei messaggi più frequenti negli interventi di Agostino, con il quale dà inizio anche al suo sedicesimo trattato sul Vangelo di Giovanni, è il rapporto che esiste tra discepoli di Cristo, che Agostino definisce condiscepoli, e Cristo...
Agostino commenta il passo di Giovanni che mostra Gesù affaticato, seduto al pozzo di Giacobbe. Già abbiamo intuito che si tratta dell’incontro di Gesù con la Samaritana, venuta ad attingere acqua al pozzo. Agostino coglie l’occasione per svelare i significati simbolici di quell’incontro...
Proseguendo nel commento al Vangelo di Giovanni, Agostino è giunto al capitolo terzo, dove riporta la testimonianza di Giovanni il Battista su Gesù Cristo...
Agostino insiste sul valore e il significato simbolico delle nozze di Cana, a cui è stato invitato con sua Madre, Maria e con i suoi discepoli. Ma prima di tutto afferma che Gesù, partecipando a tali nozze, si è dichiarato il vero autore delle nozze...
Siamo arrivati all’ottavo trattato di Agostino sul Vangelo di Giovanni. Inizia il commento del secondo capitolo: “Furono fatte le nozze a Cana di Galilea”...
Agostino prende in considerazione il testo del vangelo di Giovanni frammento per frammento. E ogni frammento gli è sufficiente per intrattenersi con i fedeli a lungo...
Agostino intende commentare ai fedeli di Ippona il testo di Giovanni: «Ecco l’Agnello di Dio!». Chi proferisce queste parole? Giovanni il Battista. E Agostino coglie l’occasione per evidenziare la sua umiltà, che altro non era se non lo specchio dell’umiltà di Cristo...
Potrà forse sembrare strano il fatto che Agostino tenesse riflessioni di alta teologia alla sua gente, composta in prevalenza di contadini, pescatori, pastori, artigiani...
In una lunga serie di articoli che seguiranno ci lasceremo guidare da Agostino come fossimo la sua comunità di Ippona, di cui nel 416 ha cercato di risollevare la spiritualità alquanto in crisi, nutrendola con il commento al Vangelo di Giovanni...
Il volto di Dio Trinità va sempre cercato dal credente, come sollecita a fare il salmista: “Si rallegri il cuore di coloro che cercano Dio: cercate Dio e siate forti; cercate sempre il suo volto” (Sal 104,3-4)
Alla ricerca dei segni che Dio ha lasciato nell’uomo del suo essere Trinità, in quanto creato a sua immagine, Agostino parte da un principio che sviscera in mille modi...
Agostino era più che mai convinto che dove si trovano segnali di carità, cioè di amore fraterno, lì si riscontrano le tracce della presenza della Trinità. Ne parla ad esempio nel Commento alla prima lettera di Giovanni...
Nel libro VIII, che fa da ponte tra la prima e la seconda sezione del trattato sulla Trinità, Agostino riprende in considerazione un pensiero a lui molto caro e assai radicato nella sua mente: “Prima di comprendere dobbiamo credere” (De Trinitate 8,5.8: “Prius autem quam intellegamus credere debemus”)...
Nel trattato sulla Trinità di Agostino non poteva mancare questo aforisma, che fa da sintesi: Dio è uno e trino. Uno nella essenza. Trino nelle Persone. Come a dire che l’Assoluto di Essere, nel suo Essere unico, appartiene a ciascuna delle tre Persone divine...
Avendone personalmente sperimentato l’efficacia di salvezza in se stesso, Agostino mai distrae la sua attenzione da Cristo unico Salvatore, “nato da una donna” (De Trinitate 4,7.11)...