Una festa di popolo. Questa è stata la visita di papa Francesco a Verona sabato 18 maggio. Le caratteristiche c’erano tutte: la gioia, tantissima gente, l’armonia pure tra forme e punti di vista diversi...
Una festa di popolo. Questa è stata la visita di papa Francesco a Verona sabato 18 maggio. Le caratteristiche c’erano tutte: la gioia, tantissima gente, l’armonia pure tra forme e punti di vista diversi...
Siamo alla Messa crismale del Giovedì Santo. La cattedrale, addobbata a festa, sembra la scenografia di un colossal. Centinaia e centinaia di uomini, vestiti di bianco, accendono di luce le pareti scure del tempio sulle quali, lungo i secoli, artisti in ginocchio hanno lasciato le tracce della loro fede e del loro genio...
di REDAZIONEPrima Lettera pastorale di mons. Domenico Pompili: Sul silenzio. Le indicazioni: è un bene da preservare, custodire e condividere a partire dal grido inascoltato dei più fragili
Uno dei più noti principi filosofici di Cartesio è il seguente: “Se penso, esisto”. A onor del vero, molto prima di lui Agostino aveva espresso la stessa convinzione sotto altra forma, ancor più radicale: “Se mi sbaglio, esisto” (De civitate Dei 11,26: “Si enim fallor, sum”)...
Sono molteplici le occasioni in cui un cristiano, in quanto cittadino, è chiamato ad esprimere il proprio voto, che è sempre segno di libertà e di responsabilità civile...
Agostino mette in evidenza la Persona mediante la quale ci viene offerta la possibilità di essere salvati, “il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte...
È davvero una esperienza singolare quella di leggere con attenzione il De Trinitate. A lettura fatta, si riconosce che ne valeva la pena, data la ricchezza teologica, antropologica, gnoseologica, spirituale e mistica che inavvertitamente viene trasmessa ai lettori appassionati. Per osmosi...
Per Agostino il mistero trinitario è principalmente una questione del cuore e della vita oltre che della mente, mai comunque da lui lasciata in disparte. Anzi, a partire dai dati della fede...
In realtà, sottolinea Agostino, noi offriamo i nostri sacrifici “non perché Egli abbia bisogno di qualche cosa, ma perché conviene a noi essere suoi” (De civ. Dei, XIX, 23.5)
Sugli impulsi naturali la natura ha previsto alcune virtù con la mediazione dell’educazione. Tra di esse la prudenza, “mediante la quale si frenano le libidini carnali, affinché non traggano consenziente la mente in qualsiasi azione turpe” (De civ. Dei, XIX, 4.3).
Il libro diciannovesimo de La città di Dio è imperniato sul tema della pace, coniugato in tutte le sue svariate sfaccettature, e trattato con una profondità quale è difficile riscontrare in altri autori...
Purtroppo, anche nella città di Dio si insinuano i malvagi che fanno perdere credibilità alla Chiesa: “Perciò in questo mondo maligno, in questi giorni cattivi… molti reprobi si mescolano con i buoni”
Mentre Caino ha edificato una città terrena, Abele visse da esule in vista del cielo: “La città dei Santi è nel cielo, benché partorisca figli qui, nei quali è peregrinante, finché giunga il tempo del suo Regno, quando raccoglierà come un gregge tutti coloro che risorgeranno nel proprio corpo, quando sarà dato loro il Regno promesso, dove con il loro Principe re regneranno senza alcun fine del tempo” (De civ. Dei, XV, 2).
Nel passare dai libri 11-14 ai libri 15-18, Agostino cambia prospettiva. Nei libri 11-14 aveva affrontato l’argomento del confronto tra le due città, quella di Dio e quella terrena dal punto di vista della loro specifica natura
Alla conclusione dell’importante libro quattordicesimo della Città di Dio, Agostino rimotiva il fatto che la disobbedienza a Dio rende l’uomo incapace di obbedire alla sua stessa volontà: “Pertanto l’uomo è stato consegnato a se stesso perché ha abbandonato Dio; piacendo a se stesso e non obbedendo a Dio, non poté obbedire nemmeno a se stesso” (De civ. Dei, XIV, 24.2).
Agostino è convinto che la volontà umana è stata creata buona da Dio, a servizio del bene, mentre la volontà cattiva è un difetto della volontà originaria: “Come sta scritto, Dio pertanto ha fatto l’uomo retto e per questo lo ha dotato di volontà buona… ma la prima volontà cattiva fu piuttosto un difetto rispetto all’opera, perché secondo se stessa, non secondo Dio…
Agostino è convinto che capo e origine di ogni male è la superbia, di cui satana è la personificazione. Sente pertanto il bisogno di precisare che cosa significa vivere secondo satana o, al contrario, secondo Dio
di mons. GIUSEPPE ZENTISe, come sostiene la fede cristiana, la Pasqua di Risurrezione è la soluzione radicale di tutti i problemi, già quella celebrata in pieno lockdown, l’anno scorso, avrebbe dovuto tirarci fuori dalla condizione di pandemia!
Uno dei più noti principi filosofici di Cartesio è il seguente: “Se penso, esisto”. A onor del vero, molto prima di lui Agostino aveva espresso la stessa convinzione sotto altra forma, ancor più radicale: “Se mi sbaglio, esisto” (De civitate Dei 11,26: “Si enim fallor, sum”)...
Sono molteplici le occasioni in cui un cristiano, in quanto cittadino, è chiamato ad esprimere il proprio voto, che è sempre segno di libertà e di responsabilità civile...
Agostino mette in evidenza la Persona mediante la quale ci viene offerta la possibilità di essere salvati, “il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte...
È davvero una esperienza singolare quella di leggere con attenzione il De Trinitate. A lettura fatta, si riconosce che ne valeva la pena, data la ricchezza teologica, antropologica, gnoseologica, spirituale e mistica che inavvertitamente viene trasmessa ai lettori appassionati. Per osmosi...
Per Agostino il mistero trinitario è principalmente una questione del cuore e della vita oltre che della mente, mai comunque da lui lasciata in disparte. Anzi, a partire dai dati della fede...
In realtà, sottolinea Agostino, noi offriamo i nostri sacrifici “non perché Egli abbia bisogno di qualche cosa, ma perché conviene a noi essere suoi” (De civ. Dei, XIX, 23.5)
Sugli impulsi naturali la natura ha previsto alcune virtù con la mediazione dell’educazione. Tra di esse la prudenza, “mediante la quale si frenano le libidini carnali, affinché non traggano consenziente la mente in qualsiasi azione turpe” (De civ. Dei, XIX, 4.3).
Il libro diciannovesimo de La città di Dio è imperniato sul tema della pace, coniugato in tutte le sue svariate sfaccettature, e trattato con una profondità quale è difficile riscontrare in altri autori...
Purtroppo, anche nella città di Dio si insinuano i malvagi che fanno perdere credibilità alla Chiesa: “Perciò in questo mondo maligno, in questi giorni cattivi… molti reprobi si mescolano con i buoni”
Mentre Caino ha edificato una città terrena, Abele visse da esule in vista del cielo: “La città dei Santi è nel cielo, benché partorisca figli qui, nei quali è peregrinante, finché giunga il tempo del suo Regno, quando raccoglierà come un gregge tutti coloro che risorgeranno nel proprio corpo, quando sarà dato loro il Regno promesso, dove con il loro Principe re regneranno senza alcun fine del tempo” (De civ. Dei, XV, 2).
Nel passare dai libri 11-14 ai libri 15-18, Agostino cambia prospettiva. Nei libri 11-14 aveva affrontato l’argomento del confronto tra le due città, quella di Dio e quella terrena dal punto di vista della loro specifica natura
Alla conclusione dell’importante libro quattordicesimo della Città di Dio, Agostino rimotiva il fatto che la disobbedienza a Dio rende l’uomo incapace di obbedire alla sua stessa volontà: “Pertanto l’uomo è stato consegnato a se stesso perché ha abbandonato Dio; piacendo a se stesso e non obbedendo a Dio, non poté obbedire nemmeno a se stesso” (De civ. Dei, XIV, 24.2).
Agostino è convinto che la volontà umana è stata creata buona da Dio, a servizio del bene, mentre la volontà cattiva è un difetto della volontà originaria: “Come sta scritto, Dio pertanto ha fatto l’uomo retto e per questo lo ha dotato di volontà buona… ma la prima volontà cattiva fu piuttosto un difetto rispetto all’opera, perché secondo se stessa, non secondo Dio…
Agostino è convinto che capo e origine di ogni male è la superbia, di cui satana è la personificazione. Sente pertanto il bisogno di precisare che cosa significa vivere secondo satana o, al contrario, secondo Dio
di mons. GIUSEPPE ZENTISe, come sostiene la fede cristiana, la Pasqua di Risurrezione è la soluzione radicale di tutti i problemi, già quella celebrata in pieno lockdown, l’anno scorso, avrebbe dovuto tirarci fuori dalla condizione di pandemia!