Con i suoi fedeli Agostino non manifestava mai fretta di sbrigare in poche battute i testi biblici che intendeva commentare. Li sviscerava, per attingervi i messaggi segreti importanti per la vita di fede...
Agostino sollecita gli ascoltatori ad approfondire il senso delle Scritture e a non accontentarsi della superficie di ciò che esse a prima vista dicono: “Pensiamo che la Scrittura di Dio sia come un campo, dove vogliamo edificare. Non siamo pigri e non accontentiamoci della superficie: scaviamo più in profondità, finché perveniamo alla Pietra. ‘La Pietra poi era Cristo’”...
Rivolgendosi ai suoi fedeli, agricoltori, pescatori, pastori, commercianti, Agostino aveva coscienza dell’arditezza degli argomenti che stava trattando. Di conseguenza, supplica Dio di aiutarlo a dire cose vere, mai false. Anche perché, precisa, “è meglio non conoscere piuttosto che errare, benché sia meglio sapere che non sapere”...
In compagnia di Agostino siamo giunti al trattato 13 sul Vangelo di Giovanni. Da notare però che nel frattempo aveva sospeso il commento al Vangelo per dedicarsi ai dieci commenti alla Prima lettera di Giovanni, che noi prenderemo in esame al termine del percorso sul Vangelo...
Siamo arrivati all’ottavo trattato di Agostino sul Vangelo di Giovanni. Inizia il commento del secondo capitolo: “Furono fatte le nozze a Cana di Galilea”...
Agostino commenta ai suoi fedeli di Ippona il Vangelo di Giovanni. Tratto per tratto. Nel suo terzo incontro commenta il testo: “Dalla sua pienezza abbiamo ricevuto grazia su grazia”. Quale grazia? La salvezza, grazie all’umiltà subita mediante la croce: “Siamo uomini cristiani. E se cristiani, certo con lo stesso nome, appartenenti a Cristo. Portiamo sulla fronte il suo segno, del quale non ci vergogniamo, se lo portiamo anche nel cuore”...
Potrà forse sembrare strano il fatto che Agostino tenesse riflessioni di alta teologia alla sua gente, composta in prevalenza di contadini, pescatori, pastori, artigiani...
Dopo aver preso in considerazione gli aforismi di Agostino estratti dalla triade importante: le Confessioni, la Città di Dio, la Trinità, ci soffermeremo sugli aforismi contenuti nel trattato sul Vangelo e sulla Prima Lettera di Giovanni...
Giunto ormai alla conclusione del trattato sulla Trinità, Agostino indugia sull’identità dello Spirito Santo, definito propriamente l’amore tra il Padre e il Figlio, cosa già precedentemente evidenziata quando aveva definito la Trinità in questi termini: “Colui che ama, ciò che è amato, l’Amore” (“Amans, quod amatur, amor”)...
Di sicuro Agostino può essere definito un singolare teologo del Mistero della Trinità. Vi dedica un intero trattato che gli è costato oltre venti anni di eleborazioni. E nel frattempo annunciava i medesimi contenuti ai fedeli, in termini più accessibili...
Quando Agostino fissa l’attenzione su un argomento, finché non lo ha sviscerato non lo molla. Dico sviscerato in modo tale da esserne lui stesso convinto...
Fin dall’inizio del trattato sulla Trinità, Agostino proietta la vita del credente oltre la morte nella contemplazione del volto di Dio, mistero di Amore trinitario, quale ricompensa di una vita di fede...
L’ultimo libro della Città di Dio Agostino lo riserva alla vita dei salvati, oltre la morte, nel mondo dei risorti. Vi dedica particolare attenzione alla risurrezione del corpo...
Educati come siamo dal Concilio Vaticano II, oggi non fa meraviglia l’idea che ogni battezzato partecipa del sacerdozio di Cristo. Ma pensare che questi erano convincimenti ben radicati fin dai tempi di Agostino può destare sorpresa...
Essendo in atto una serie di guerre, il tema della pace oggi gode di attenzioni mediatiche particolari. Ma uno dei maestri più accreditati della pace è sicuramente Agostino...
Uno dei libri più significativi della Città di Dio di Agostino è il diciottesimo. Vi mette a confronto le grandi vicende della storia che riguardano le due città...
Agostino è stato uno dei maggiori studiosi della Sacra Scrittura. Si muoveva a suo agio tra Antico e Nuovo Testamento, sui codici che aveva a sua disposizione nel suo monastero e che da studioso sapeva confrontare...
Una delle conseguenze, punitiva, del peccato originale, a detta di Agostino, fu la libidine, cioè un desiderio, un impulso interiore irrefrenabile, che rende l’uomo infelice, in quanto ogni atto di libidine lasciato sbrigliato dichiara all’uomo di essere incapace di autocontrollo...
La morte, si sa, non risparmia nessuno. Né da giovane, né da ultracentenario. Agostino ne affronta e focalizza il tema nel secondo ambito della sua riflessione sulla città di Dio, quello che riguarda l’origine metafisica delle due città...
Se c’è un autore che è fermamente convinto del monogenismo è proprio Agostino. Certo, una tale teoria non trova incondizionata accoglienza nell’attuale cultura scientista evoluzionista che non manifesta dubbi nei riguardi del poligenismo...
Uno dei più noti principi filosofici di Cartesio è il seguente: “Se penso, esisto”. A onor del vero, molto prima di lui Agostino aveva espresso la stessa convinzione sotto altra forma, ancor più radicale: “Se mi sbaglio, esisto” (De civitate Dei 11,26: “Si enim fallor, sum”)...
In molti dei suoi scritti Agostino affronta la questione della differenza radicale tra fruire e usare. Ciò significa che per lui i due termini hanno una forte valenza morale...
Dal libro undicesimo al quattordicesimo de La città di Dio Agostino affronta il tema delle origini metafisiche, cioè della natura propria, di ognuna delle due città, la città di Dio e la città terrena pagana...
Siamo arrivati all’ottavo trattato di Agostino sul Vangelo di Giovanni. Inizia il commento del secondo capitolo: “Furono fatte le nozze a Cana di Galilea”...
Agostino commenta ai suoi fedeli di Ippona il Vangelo di Giovanni. Tratto per tratto. Nel suo terzo incontro commenta il testo: “Dalla sua pienezza abbiamo ricevuto grazia su grazia”. Quale grazia? La salvezza, grazie all’umiltà subita mediante la croce: “Siamo uomini cristiani. E se cristiani, certo con lo stesso nome, appartenenti a Cristo. Portiamo sulla fronte il suo segno, del quale non ci vergogniamo, se lo portiamo anche nel cuore”...
Potrà forse sembrare strano il fatto che Agostino tenesse riflessioni di alta teologia alla sua gente, composta in prevalenza di contadini, pescatori, pastori, artigiani...
Dopo aver preso in considerazione gli aforismi di Agostino estratti dalla triade importante: le Confessioni, la Città di Dio, la Trinità, ci soffermeremo sugli aforismi contenuti nel trattato sul Vangelo e sulla Prima Lettera di Giovanni...
Giunto ormai alla conclusione del trattato sulla Trinità, Agostino indugia sull’identità dello Spirito Santo, definito propriamente l’amore tra il Padre e il Figlio, cosa già precedentemente evidenziata quando aveva definito la Trinità in questi termini: “Colui che ama, ciò che è amato, l’Amore” (“Amans, quod amatur, amor”)...
Di sicuro Agostino può essere definito un singolare teologo del Mistero della Trinità. Vi dedica un intero trattato che gli è costato oltre venti anni di eleborazioni. E nel frattempo annunciava i medesimi contenuti ai fedeli, in termini più accessibili...
Quando Agostino fissa l’attenzione su un argomento, finché non lo ha sviscerato non lo molla. Dico sviscerato in modo tale da esserne lui stesso convinto...
Fin dall’inizio del trattato sulla Trinità, Agostino proietta la vita del credente oltre la morte nella contemplazione del volto di Dio, mistero di Amore trinitario, quale ricompensa di una vita di fede...
L’ultimo libro della Città di Dio Agostino lo riserva alla vita dei salvati, oltre la morte, nel mondo dei risorti. Vi dedica particolare attenzione alla risurrezione del corpo...
Educati come siamo dal Concilio Vaticano II, oggi non fa meraviglia l’idea che ogni battezzato partecipa del sacerdozio di Cristo. Ma pensare che questi erano convincimenti ben radicati fin dai tempi di Agostino può destare sorpresa...
Essendo in atto una serie di guerre, il tema della pace oggi gode di attenzioni mediatiche particolari. Ma uno dei maestri più accreditati della pace è sicuramente Agostino...
Uno dei libri più significativi della Città di Dio di Agostino è il diciottesimo. Vi mette a confronto le grandi vicende della storia che riguardano le due città...
Agostino è stato uno dei maggiori studiosi della Sacra Scrittura. Si muoveva a suo agio tra Antico e Nuovo Testamento, sui codici che aveva a sua disposizione nel suo monastero e che da studioso sapeva confrontare...
Una delle conseguenze, punitiva, del peccato originale, a detta di Agostino, fu la libidine, cioè un desiderio, un impulso interiore irrefrenabile, che rende l’uomo infelice, in quanto ogni atto di libidine lasciato sbrigliato dichiara all’uomo di essere incapace di autocontrollo...
La morte, si sa, non risparmia nessuno. Né da giovane, né da ultracentenario. Agostino ne affronta e focalizza il tema nel secondo ambito della sua riflessione sulla città di Dio, quello che riguarda l’origine metafisica delle due città...
Se c’è un autore che è fermamente convinto del monogenismo è proprio Agostino. Certo, una tale teoria non trova incondizionata accoglienza nell’attuale cultura scientista evoluzionista che non manifesta dubbi nei riguardi del poligenismo...
Uno dei più noti principi filosofici di Cartesio è il seguente: “Se penso, esisto”. A onor del vero, molto prima di lui Agostino aveva espresso la stessa convinzione sotto altra forma, ancor più radicale: “Se mi sbaglio, esisto” (De civitate Dei 11,26: “Si enim fallor, sum”)...
In molti dei suoi scritti Agostino affronta la questione della differenza radicale tra fruire e usare. Ciò significa che per lui i due termini hanno una forte valenza morale...
Dal libro undicesimo al quattordicesimo de La città di Dio Agostino affronta il tema delle origini metafisiche, cioè della natura propria, di ognuna delle due città, la città di Dio e la città terrena pagana...