Per molti anni la conclusione dell’anno scolastico, in tutte le quinte che ho attraversato, l’ho affidata ad una poesia dedicata alle “bambine che verranno”. Ricordo sempre lo sconcerto delle mie allieve (e dei miei allievi) che cominciavano a chiedersi: «Come mai?»; «Ma perché?»; «E adesso cosa succede?».