Assume caratteri di spiccata e inquietante attualità la lettura del libro di Giorgio Ferrari Il naufragio di Šostakovič, edito da Neri Pozza. Come indica precisamente il sottotitolo...
Il 150° anniversario della nascita del compositore Alexander von Zemlinsky (Vienna 1871-Larchmont 1942), autore di musica da camera, di drammi musicali e di alcuni capolavori sinfonici, può rappresentare una buona occasione per sintetizzare i caratteri della musica austriaca a cavallo tra i due secoli, di cui questo compositore fu illustre esponente...
“Gli storici cercano di ricostruire quello che è accaduto nel passato; i musicisti cercano di far accadere qualcosa oggi”. Questa frase di Richard Taruskin, uno dei più influenti musicologi del nostro tempo...
A volte i centenari servono davvero per ricordare qualcuno di grandissimo, di cui però il mondo pare non avere più memoria. Con il termine “il mondo”, ovviamente, non s’intende la comunità scientifica né quella dei musicisti...
Ecco un libro prezioso che ogni persona di cultura dovrebbe procurarsi al più presto: La bellezza della nuova musica, scritto dal pianista Emanuele Arciuli
Un concetto storiografico che ci pare stia alla base della corretta comprensione dell’opera di John Lennon (1940-1980), di cui si ricordano i quarant’anni dalla morte, è quello di “totalità” o “onnipervasività” della guerra fredda, nel senso che essa sconfinò dalle linee generali strettamente politiche e investì l’intero complesso delle sensibilità collettive, a maggior ragione nelle coscienze artistiche (così Guido Oldrini, a proposito del cinema americano del secondo dopoguerra).
Apprezzato giornalista de La Stampa di Torino, Alberto Mattioli ha appena pubblicato per Garzanti un sapido volume intitolato Pazzo per l’opera. Istruzioni per l’abuso del melodramma
“L’età d’argento”: così gli slavisti sono soliti denominare la fase della cultura russa che principia nell’ultimo decennio del 1800 e si protrae per un cinquantennio circa
L’arte degli Stati Uniti, con il suo carattere composito, contesto di tradizioni le più diverse per origini geografiche e temporali, pervade la nostra cultura su più livelli. Ma se per quanto riguarda la letteratura e il cinema l’americanistica è ben presente negli studi accademici, non altrettanto si può dire per ciò che riguarda la musica, specie per ciò che attiene la piena assunzione del jazz nell’ambito delle pratiche “alte”, e per queste degne di entrare in un canone di valore assoluto
Nella triade dei classici viennesi, il nome di Franz Joseph Haydn (1732-1809) è certo quello meno noto e meno eseguito, a fronte del cospicuo numero di libri e dischi dedicati invece a Mozart e a Beethoven
Sarà forse stato anche per un moto di ironia nera, per stupire e provocare, ma è noto l’aneddoto secondo il quale Brahms chiese di essere sepolto con un ritratto di Luigi Cherubini tra le mani...
Aveva un genio speciale Ennio Morricone, scomparso a Roma il 6 luglio scorso: quello di saper concepire profili melodici o ritmici netti, decisi, a volte in ampie campiture liriche, a volte in taglienti figure sincopate. Per questo è stato un eccellente musicista per il cinema, dove la capacità di invenzione tematica sulla misura breve è essenziale per la denotazione o la connotazione narrativa.
C’è qualcosa di colossale nel corpus sinfonico di Gustav Mahler, il grande compositore boemo che lo scorso 7 luglio ha festeggiato il 160° anniversario della nascita (1860-1911)...
Pare che si svolgerà ugualmente, pur in versione riveduta e corretta, lo storico Festival di Salisburgo, che compie in questo sciagurato 2020 i cento anni dalla fondazione...
Aveva principiato la sua carriera musicale come bambino prodigio il compositore Bruno Maderna (Venezia 1920 – Darmstadt 1973), di cui lo scorso 21 aprile si è celebrato il centenario della nascita...
Inutile negarlo: in questi giorni drammatici, il pensiero più volte è tornato alle letture classiche della nostra scuola, le quali raccontino la lotta dell’uomo contro la malattia...
Concerti annullati, recite d’opera saltate: l’epifenomeno del contagio si può calcolare anche dal punto di vista della cultura musicale. E si verifica in una fase storica in cui la fruizione della musica e la sua economia – diversamente da quanto accadeva dagli anni ’60 ai ’90 – passa assai più dallo spettacolo dal vivo di quanto non si appoggi all’incisione discografica: cosa che vale sia per la musica colta che per quella popolare...
Da poco nei negozi, finalmente è disponibile dopo quasi vent’anni la ristampa di un’esecuzione operistica di spiccato rilievo culturale, la Cassandra di Vittorio Gnecchi (1876-1954), edita dall’etichetta Nar Classical a partire dalla vecchia e introvabile edizione Agorà dell’anno 2000.
L’estate è l’occasione propizia per accostarsi a un capolavoro della musica novecentesca che richiede il giusto spazio mentale libero, approfittando del tempo festivo da dedicare all’edificazione di sé. Parliamo di un ciclo di Lieder (canzoni d’arte) che vide la luce esattamente 110 anni fa: Il libro dei giardini pensili (Das Buch der hängenden Gärten), intonato sulla serie poetica di Stefan George da Arnold Schönberg nel 1909.
Lo spazio di Hector Berlioz (1803-1869), nell’ambito della cultura europea, è vasto, ramificato, espandendosi dalla musica alla poesia, dal teatro alla narrativa, fino alla riflessione critica, alla saggistica, all’estetica: siamo in presenza infatti di uno di quei geni che segnano un’epoca, andando oltre il luogo deputato della loro disciplina per costruire un orizzonte di senso e cultura di ampiezza inusitata, edificando un’opera che può a buon diritto porsi come “critica della cultura” del proprio tempo, e in egual modo fornendo prospettive visionarie per lo sviluppo dell’arte futura.
È passata una ventina di giorni dal terribile incendio che ha distrutto gran parte del tetto di Notre-Dame e si sono versati giustamente fiumi di inchiostro sul valore inestimabile che quella cattedrale ha rivestito e riveste nella storia di Francia e d’Europa, non solo dal punto di vista religioso, ma anche da quello più ampiamente artistico, culturale, civile.
Sessant’anni e non sentirli. La frasetta è banale, ma ben s’attaglia all’album Kind of Blue, registrato nel 1959 da Miles Davis a capo di un gruppo di jazzmen eccelsi, tra i quali John Coltrane, Cannonball Adderley e Bill Evans...
Cade il 20 gennaio il quinto anniversario della morte di Claudio Abbado (Milano 1933 – Bologna 2014), vale a dire di uno dei musicisti che più e meglio hanno portato la cultura italiana nel mondo...
È di pochi giorni fa la notizia che Bruno Cagli, insigne musicologo, presidente emerito della Fondazione Rossini di Pesaro, non è più tra noi. Cagli fu tra i promotori di quella che viene chiamata “Rossini Renaissance”, vale a dire quel vasto movimento, musicologico e di produzione teatrale, che nel corso dell’ultimo cinquantennio ha di fatto riscoperto l’intera opera di Rossini, collocandola nel giusto orizzonte culturale internazionale e ponendola tra le massime esperienze musicali di sempre, ben oltre il solo Barbiere di Siviglia.
Un paio di nuove registrazioni di gran pregio da segnalare. Scegliamo Bach, questa volta, e segnatamente il doppio Cd con le Sonate e Partite per violino solo edito da Deutsche Grammophon, con solista Giuliano Carmignola, nonché, edito da Arcana, un disco che contiene le sonate per clavicembalo e flauto, nell’interpretazione di Rinaldo Alessandrini alla tastiera e di Laura Pontecorvo al traversiere.
“Corri, vola a Napoli ad ascoltare i capolavori di Leo, Durante, Jommelli, Pergolesi. Se i tuoi occhi si colmeranno di lacrime, se sentirai il tuo cuore palpitare, se trasalirai, se un peso ti soffocherà nel tuo trasporto, allora prendi il tuo Metastasio e mettiti al lavoro”. Così Jean-Jacques Rousseau, nel suo Dizionario di musica del 1768, indirizzato idealmente a un giovane musicista, affinché si rechi nella capitale mondiale della musica...
“Fedez potrebbe festeggiare in Anfiteatro il suo primo anniversario di matrimonio con Chiara Ferragni. Ancora tutta da definire, invece, la stagione 2019 del Teatro Filarmonico”. Leggiamo così in un resoconto della conferenza stampa del 15 ottobre, in Comune, riguardo l’andamento della scorsa stagione areniana e le prospettive future...
Un libro di pregio è appena uscito, di cui raccomandiamo la lettura sia ai cultori di musica che a quelli di letteratura: La lingua dell’opera lirica, di Ilaria Bonomi ed Edoardo Boroni (il Mulino), che permette una riflessione forse non inutile, riguardo al testo letterario del teatro musicale, molto spesso non solo misconosciuto, ma anche apertamente deprezzato...
L’età dell’ansia (The Age of Anxiety): così titolava il grande poeta inglese W. H. Auden un poema del 1948, ad indicare la cifra esistenziale del suo tempo. A settant’anni esatti dalla pubblicazione, l’icastica definizione è fin troppo calzante anche oggi, purtroppo.
È con una dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, diffusa il giorno 10 giugno, che si aprono ufficialmente le celebrazioni per il centenario della morte di Arrigo Boito (1842-1918)...
Ecco un libro prezioso che ogni persona di cultura dovrebbe procurarsi al più presto: La bellezza della nuova musica, scritto dal pianista Emanuele Arciuli
Un concetto storiografico che ci pare stia alla base della corretta comprensione dell’opera di John Lennon (1940-1980), di cui si ricordano i quarant’anni dalla morte, è quello di “totalità” o “onnipervasività” della guerra fredda, nel senso che essa sconfinò dalle linee generali strettamente politiche e investì l’intero complesso delle sensibilità collettive, a maggior ragione nelle coscienze artistiche (così Guido Oldrini, a proposito del cinema americano del secondo dopoguerra).
Apprezzato giornalista de La Stampa di Torino, Alberto Mattioli ha appena pubblicato per Garzanti un sapido volume intitolato Pazzo per l’opera. Istruzioni per l’abuso del melodramma
“L’età d’argento”: così gli slavisti sono soliti denominare la fase della cultura russa che principia nell’ultimo decennio del 1800 e si protrae per un cinquantennio circa
L’arte degli Stati Uniti, con il suo carattere composito, contesto di tradizioni le più diverse per origini geografiche e temporali, pervade la nostra cultura su più livelli. Ma se per quanto riguarda la letteratura e il cinema l’americanistica è ben presente negli studi accademici, non altrettanto si può dire per ciò che riguarda la musica, specie per ciò che attiene la piena assunzione del jazz nell’ambito delle pratiche “alte”, e per queste degne di entrare in un canone di valore assoluto
Nella triade dei classici viennesi, il nome di Franz Joseph Haydn (1732-1809) è certo quello meno noto e meno eseguito, a fronte del cospicuo numero di libri e dischi dedicati invece a Mozart e a Beethoven
Sarà forse stato anche per un moto di ironia nera, per stupire e provocare, ma è noto l’aneddoto secondo il quale Brahms chiese di essere sepolto con un ritratto di Luigi Cherubini tra le mani...
Aveva un genio speciale Ennio Morricone, scomparso a Roma il 6 luglio scorso: quello di saper concepire profili melodici o ritmici netti, decisi, a volte in ampie campiture liriche, a volte in taglienti figure sincopate. Per questo è stato un eccellente musicista per il cinema, dove la capacità di invenzione tematica sulla misura breve è essenziale per la denotazione o la connotazione narrativa.
C’è qualcosa di colossale nel corpus sinfonico di Gustav Mahler, il grande compositore boemo che lo scorso 7 luglio ha festeggiato il 160° anniversario della nascita (1860-1911)...
Pare che si svolgerà ugualmente, pur in versione riveduta e corretta, lo storico Festival di Salisburgo, che compie in questo sciagurato 2020 i cento anni dalla fondazione...
Aveva principiato la sua carriera musicale come bambino prodigio il compositore Bruno Maderna (Venezia 1920 – Darmstadt 1973), di cui lo scorso 21 aprile si è celebrato il centenario della nascita...
Inutile negarlo: in questi giorni drammatici, il pensiero più volte è tornato alle letture classiche della nostra scuola, le quali raccontino la lotta dell’uomo contro la malattia...
Concerti annullati, recite d’opera saltate: l’epifenomeno del contagio si può calcolare anche dal punto di vista della cultura musicale. E si verifica in una fase storica in cui la fruizione della musica e la sua economia – diversamente da quanto accadeva dagli anni ’60 ai ’90 – passa assai più dallo spettacolo dal vivo di quanto non si appoggi all’incisione discografica: cosa che vale sia per la musica colta che per quella popolare...
Da poco nei negozi, finalmente è disponibile dopo quasi vent’anni la ristampa di un’esecuzione operistica di spiccato rilievo culturale, la Cassandra di Vittorio Gnecchi (1876-1954), edita dall’etichetta Nar Classical a partire dalla vecchia e introvabile edizione Agorà dell’anno 2000.
L’estate è l’occasione propizia per accostarsi a un capolavoro della musica novecentesca che richiede il giusto spazio mentale libero, approfittando del tempo festivo da dedicare all’edificazione di sé. Parliamo di un ciclo di Lieder (canzoni d’arte) che vide la luce esattamente 110 anni fa: Il libro dei giardini pensili (Das Buch der hängenden Gärten), intonato sulla serie poetica di Stefan George da Arnold Schönberg nel 1909.
Lo spazio di Hector Berlioz (1803-1869), nell’ambito della cultura europea, è vasto, ramificato, espandendosi dalla musica alla poesia, dal teatro alla narrativa, fino alla riflessione critica, alla saggistica, all’estetica: siamo in presenza infatti di uno di quei geni che segnano un’epoca, andando oltre il luogo deputato della loro disciplina per costruire un orizzonte di senso e cultura di ampiezza inusitata, edificando un’opera che può a buon diritto porsi come “critica della cultura” del proprio tempo, e in egual modo fornendo prospettive visionarie per lo sviluppo dell’arte futura.
È passata una ventina di giorni dal terribile incendio che ha distrutto gran parte del tetto di Notre-Dame e si sono versati giustamente fiumi di inchiostro sul valore inestimabile che quella cattedrale ha rivestito e riveste nella storia di Francia e d’Europa, non solo dal punto di vista religioso, ma anche da quello più ampiamente artistico, culturale, civile.
Sessant’anni e non sentirli. La frasetta è banale, ma ben s’attaglia all’album Kind of Blue, registrato nel 1959 da Miles Davis a capo di un gruppo di jazzmen eccelsi, tra i quali John Coltrane, Cannonball Adderley e Bill Evans...
Cade il 20 gennaio il quinto anniversario della morte di Claudio Abbado (Milano 1933 – Bologna 2014), vale a dire di uno dei musicisti che più e meglio hanno portato la cultura italiana nel mondo...
È di pochi giorni fa la notizia che Bruno Cagli, insigne musicologo, presidente emerito della Fondazione Rossini di Pesaro, non è più tra noi. Cagli fu tra i promotori di quella che viene chiamata “Rossini Renaissance”, vale a dire quel vasto movimento, musicologico e di produzione teatrale, che nel corso dell’ultimo cinquantennio ha di fatto riscoperto l’intera opera di Rossini, collocandola nel giusto orizzonte culturale internazionale e ponendola tra le massime esperienze musicali di sempre, ben oltre il solo Barbiere di Siviglia.
Un paio di nuove registrazioni di gran pregio da segnalare. Scegliamo Bach, questa volta, e segnatamente il doppio Cd con le Sonate e Partite per violino solo edito da Deutsche Grammophon, con solista Giuliano Carmignola, nonché, edito da Arcana, un disco che contiene le sonate per clavicembalo e flauto, nell’interpretazione di Rinaldo Alessandrini alla tastiera e di Laura Pontecorvo al traversiere.
“Corri, vola a Napoli ad ascoltare i capolavori di Leo, Durante, Jommelli, Pergolesi. Se i tuoi occhi si colmeranno di lacrime, se sentirai il tuo cuore palpitare, se trasalirai, se un peso ti soffocherà nel tuo trasporto, allora prendi il tuo Metastasio e mettiti al lavoro”. Così Jean-Jacques Rousseau, nel suo Dizionario di musica del 1768, indirizzato idealmente a un giovane musicista, affinché si rechi nella capitale mondiale della musica...
“Fedez potrebbe festeggiare in Anfiteatro il suo primo anniversario di matrimonio con Chiara Ferragni. Ancora tutta da definire, invece, la stagione 2019 del Teatro Filarmonico”. Leggiamo così in un resoconto della conferenza stampa del 15 ottobre, in Comune, riguardo l’andamento della scorsa stagione areniana e le prospettive future...
Un libro di pregio è appena uscito, di cui raccomandiamo la lettura sia ai cultori di musica che a quelli di letteratura: La lingua dell’opera lirica, di Ilaria Bonomi ed Edoardo Boroni (il Mulino), che permette una riflessione forse non inutile, riguardo al testo letterario del teatro musicale, molto spesso non solo misconosciuto, ma anche apertamente deprezzato...
L’età dell’ansia (The Age of Anxiety): così titolava il grande poeta inglese W. H. Auden un poema del 1948, ad indicare la cifra esistenziale del suo tempo. A settant’anni esatti dalla pubblicazione, l’icastica definizione è fin troppo calzante anche oggi, purtroppo.
È con una dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, diffusa il giorno 10 giugno, che si aprono ufficialmente le celebrazioni per il centenario della morte di Arrigo Boito (1842-1918)...