Il Ppe dovrebbe infatti ottenere - da solo - 182 seggi, e all’interno di una probabile coalizione assieme ai conservatori (Ecr) e sovranisti (Id) con 83, e non iscritti con 49, coprirebbe ben 402 seggi su 720 (i quali scenderebbero a 353 senza i non iscritti). Stime che confermerebbero sia la vicinanza dei cittadini europee alle istanze del centrodestra, sia una sostanziale crescita di Ecr e Id se confrontati con i risultati conseguiti alle europee del 2019.
Discorso opposto, invece, per i liberali di Renew che attualmente si collocherebbero in terza posizione con 85 seggi, perdendo molti parlamentari rispetto alle elezioni di cinque anni fa.
I Socialisti&Democratici (S&D) invece dovrebbero raggiungere i 134 eletti complessivi, mentre i Verdi si fermerebbero a 54 e La Sinistra a 43.
Proiezioni di voto quindi che, se confrontate con quelle di appena un mese fa, confermerebbero una stabile leadership del Ppe - con solo un seggio in meno - e di Ecr e Id rispettivamente con tre e uno in meno. Bene anche i Verdi, con sei seggi in più conquistati rispetto a fine aprile, mentre restano inalterate le proiezioni di Renew che perderebbero solamente un seggio. Simulazioni che verosimilmente scontenteranno i Socialisti&Democratici i quali, con i 134 eletti di cui sopra, perderebbero ipoteticamente sei parlamentari rispetto a quindici giorni fa.