Quello che accade in Iran riguarda anche Kyiv. Il messaggio di Zelensky e la notte sotto le bombe

| DI 1145370

Quello che accade in Iran riguarda anche Kyiv. Il messaggio di Zelensky e la notte sotto le bombe

LaPresse

Più le temperature scendono, più Mosca bombarda gli impianti di produzione di energia dell’Ucraina e, nelle poche zone in cui è ancora possibile accendere il riscaldamento, viene tenuto bassissimo, per non sprecarlo. Le città sono al buio, la notte è pesta, quando inizia l’ora del coprifuoco, a mezzanotte, i fanali delle auto che sono la sola fonte di luce si fanno sempre più radi: tutto intorno soltanto freddo e oscurità. Nelle prime ore di martedì, la Russia ha scaricato contro l’Ucraina diciotto missili e trecento droni, “la maggior parte Shahed”, ha precisato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Se gli Shahed sono usati come arma contro gli ucraini è perché il regime iraniano ha rifornito Mosca di droni, lasciando che i russi imparassero anche a costruirli e renderli più veloci e dannosi. L’Iran è stato il primo a inserirsi al fianco di Vladimir Putin nella guerra contro l’Ucraina. Per questo a Zelensky quello che sta avvenendo a Teheran non gli è estraneo: le manifestazioni, la lotta degli iraniani contro il regime, il possibile intervento americano contro la Repubblica islamica sono fatti che riguardano anche l’Ucraina.
Zelensky ha scritto su X un post in inglese e in farsi per far sapere che sostiene le proteste, che gli ucraini e gli iraniani che lottano per la propria libertà e si difendono stanno dalla stessa parte: “Ogni persona perbene su questo pianeta desidera davvero che il popolo iraniano si liberi finalmente dall’attuale regime che ha portato così tanto male all’Ucraina e ad altri paesi. E’ fondamentale che il mondo non perda questo momento in cui i cambiamenti sono possibili. Ogni leader, ogni paese e ogni organizzazione internazionale deve intervenire ora e aiutare il popolo a rimuovere i colpevoli di ciò che l’Iran è tristemente diventato. Tutto può essere diverso”. Come disse Zelensky dopo il 7 ottobre, vedendo le prime immagini che arrivavano dai kibbutz colpiti da Hamas, tutto fa parte dello “stesso male”.

Tutti i diritti riservati