Nel frattempo, l’intera comunità piacentina si stringe attorno alla donna ucraina. Dal centro antiviolenza “La città delle donne” il richiamo ad agire attraverso azioni di prevenzione pensata e ragionata per contrastare questi fenomeni. “Solidarietà e sostegno da tutte noi operatrici e volontarie del Centro antiviolenza di Piacenza alla signora vittima di una brutale violenza sessuale nel centro storico della nostra città”.
Per le operatrici dell’associazione “lo stupro è un reato e come tale va trattato. Tutte le donne, così come gli uomini violenti appartengono a tutte le classi sociali e nazionalità. Non più persone ma strumenti, le donne vittime di stupro si vedono quindi annullate ancora e ancora. La violenza sessuale in Italia è un crimine perpetrato frequentemente e non occasionalmente, a danno di tante donne; continua invece a perpetrarsi un approccio di tipo emergenziale”.
“Per contrastare questi fenomeni – il monito del centro antiviolenza – bisogna agire attraverso azioni di prevenzione pensata e ragionata; bisogna crederci, informarsi, conoscere al fine di minare i presupposti culturali e sociali che ne sono alla base. Dimenticarsi del problema a clamore spento, equivale ad alimentare il silenzio di tante donne, negare le violenze e ignorare la dignità e il corpo violato della signora che è stata aggredita”.