Su una cosa, per una volta, sono tutti d'accordo nel Pd:
"Serve un confronto interno". L'ha detto la segretari
a Elly Schlein - lasciando trapelare l'ipotesi di azzeramento della segreteria, fin qui unitaria, o addirittura di un nuovo congresso - e oggi lo ribadisce
Stefano Bonaccini, con un'intervista al Corriere, nella quale rivendica il suo voto a favore di
ReArm Europe - il piano europeo per la difesa che ha spaccato i dem,
"La risoluzione è stata sottoscritta e votata dal gruppo dei Socialisti e Democratici a cui apparteniamo", dice l'ex governatore dell'Emilia Romagna e oggi presidente del Pd. "So anche che la pace ha bisogno di un'Europa più forte e autonoma. Abbiamo vissuto per 80 anni sotto l'ombrello della Nato che adesso Trump vuole chiudere. Io non affido il futuro delle mie figlie né a Putin né a Trump. Come ha detto Prodi non c'è dissonanza tra difesa e pace", spiega ancora l'eurodeputato auspicando "
un confronto intelligente e responsabile, né muscolare né tanto più di conta interna. Serve la volontà e la capacità di ascoltarsi e di costruire sintesi. Il mondo è in subbuglio, le opinioni pubbliche sono smarrite e impaurite, abbondano le offerte populiste e le scorciatoie sovraniste, anche antidemocratiche. Mandare per aria anche il Pd non mi sembra un gran contributo alla causa dell'europeismo, del progressismo e del campo democratico".