Elementi per ragionare seriamente di forza militare congiunta tra (alcuni) paesi europei

| DI Giuseppe De Filippi

Elementi per ragionare seriamente di forza militare congiunta tra (alcuni) paesi europei
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Attenzione a Londra, perché lì ci sono gli elementi per ragionare seriamente di forza militare congiunta tra (alcuni paesi) Ue, i paesi Nordici e ovviamente i padroni di casa britannici e del suo finanziamento e sostentamento economico. Come qui proviamo a dire da un po’ si tratta della mobilitazione di accordi preesistenti e che coinvolgono con geografie variabili paesi delle aree citate. E che potrebbe essere avviata anche se Keir Starmer non volesse risolvere il dilemma tra la fedeltà eterna all’alleato americano e il passaggio a uno schieramento eurocentrico. Per il polacco Donald Tusk, che ha visto Starmer, è il punto di passaggio che segna l’avvio della deterrenza e dello sviluppo della capacità di azione di questo nascente schieramento militare mondiale (parte di Ue+Uk+Nordici e forse qualche aggiunta ulteriore). “La pace in Ucraina deve essere basata sulla forza”, ha detto Starmer, e in questo caso l’interlocutore era anche Donald Trump, con cui si vedrà giovedì. Non servono accordi basati su buona volontà o su sorrisi estemporanei ma un semplice, chiaro e machiavellico confronto tra le forze militari e politiche in campo. Uk aumenta la spesa militare in modo molto significativo e taglia gli interventi per aiuti all’estero. Segno dei tempi difficili e della necessità di contrastare il pericolo del populismo, sul quale soffiano i propagandisti molto dotati di mezzi di comunicazione come Elon Musk

Le tre "cose" principali

Fatto#1

Volodymyr Zelensky, anche per non sentirsi dire assurdità sulla fondatezza costituzionale della sua permanenza al potere, ottiene un nuovo voto parlamentare simile a una fiducia e la indicazione esplicita del rinvio delle prossime elezioni al periodo successivo alla fine della guerra
mentre per trattare sa di dover chiedere efficienti garanzie (e di poter contare sulla forza militare di cui parlavamo prima)

Fatto #2

L’Italia non ha in vista l’invio di truppe in Ucraina

Fatto #3

Mozioni di sfiducia ministeriali a ritmo paragonabile agli scioperi nel trasporto pubblico locale

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