Referendum, il Sì di Fausto Leali, musica: “
Per cambiare le cose che non vanno”; il No di Toni Servillo, cinema: “
Riforma inutile e pericolosa”; il Ni informato della giaguara Malika, rumore: “
Penso che politica e magistratura debbano restare separate”. Bravi. E beato ll Paese che non riesce a votare se non a rimorchio delle scelte dei maetri Servilli e delle leali Serville, sospinte e sospinti ogni volta a pronunciarsi, purché solennemente, su questioni che non saranno per soli fessi, magari, forse però nemmeno per le Grandi bellezze di sempre, o per i geni cacofonici del
festival di Sanremo.