Il gioco delle tre carte sul Pnrr: cosa sta succedendo

| DI Giorgio Santilli

Il gioco delle tre carte sul Pnrr: cosa sta succedendo

 Raffaele Fitto e Giorgia Meloni - foto via Getty Images

Il “gioco delle tre carte” avviato dal ministro Raffaele Fitto con il decreto Pnrr – e più volte denunciato dal Fogliocontinua a creare altissima tensione politica, come è inevitabile, perché se apri un buco per chiuderne altri due, se ridai i soldi che hai sottratto ai comuni e li prendi dalle regioni, qualcuno che viene penalizzato senza nessuna logica lo trovi sempre. Tornano a lamentarsi ora i governatori che nell’ultima Conferenza stato-regioni hanno addirittura minacciato il ricorso alla Corte costituzionale o all’autorità giurisdizionale se non sarà eliminato il definanziamento da 1,2 miliardi per gli investimenti in edilizia sanitaria. Era già stata la Corte dei conti a denunciare le molte mancanze formali e sostanziali del decreto legge – che la prossima settimana entra nel vivo dell’esame in commissione alla Camera – e in particolare aveva messo nel mirino proprio la cancellazione degli stanziamenti alla sanità, ricevendo una piccatissima smentita del ministro per l’Europa e il Pnrr. Il Foglio ha già scritto che aveva ragione la Corte dei conti.
I nodi tornano al pettine e ora sono i Governatori a denunciare l’ammanco. Nei prossimi mesi assisteremo a un groviglio di situazioni come questa (basta aspettare la resa dei conti sui 30,6 miliardi del Piano nazionale complementare che comincerà a fine mese per vedere nuovi fuochi d’artificio o il decreto legge con cui Fitto vuole riformare i fondi Ue per la coesione ancora a scapito delle Regioni). E l’autorità giurisdizionale chiamata in causa da Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della conferenza stato regione, come può non richiamare alla mente le denunce penali, amministrative e civili presentate dal governatore De Luca per i ritardi nell’assegnazione dei Fondi sviluppo coesione? Il presidente Fedriga ha scelto una linea molto più ragionevole: prima trattare, poi minacciare la resa dei conti. Più esplicito, prima di lui anche il presidente della Calabria e vivcesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, quando ha definito “lunari” le misure di Fitto. Gioco delle tre carte?

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