L’ipocrisia sugli amici di Hamas

| DI Redazione

L’ipocrisia sugli amici di Hamas

Ansa

Il caso di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia, arrestato con l’accusa di essere un finanziatore oltre che un esponente di Hamas, è stato accolto con un certo sbigottimento a sinistra. Nessuno degli esponenti politici che ha partecipato a iniziative pubbliche o politiche con lui sembra ora conoscerlo; né, però, sembra mettere in discussione o in dubbio la ricostruzione della magistratura che vede Hannoun come il vertice di una rete di associazioni che, attraverso raccolte di fondi a fini umanitari, in realtà finanziava l’organizzazione terroristica che dominava a Gaza e che ha realizzato il pogrom del 7 ottobre. Allo stesso tempo, però, tutti invitano a non “strumentalizzare” la vicenda legando una mela marcia come Hannoun all’intero movimento pro Pal o alla Flotilla. E’ questo un modo davvero ipocrita, oltre che bugiardo, di leggere la questione. Perché Hannoun era tutt’altro che sconosciuto, come note erano le sue idee radicali contro Israele e i suoi legami con l’estremismo islamico. D’altronde, a differenza dei partiti politici, tutta la galassia pro Pal che ha organizzato le piazze e gli scioperi dei mesi passati ha manifestato solidarietà in favore del leader: “Le misure cautelari contro Hannoun e altri attivisti segnano una deriva gravissima” dice la Freedom Flotilla, e comunicati analoghi contro la “repressione e criminalizzazione” sono arrivati dalle comunità palestinesi e da sindacati come l’Usb. Quantomeno sono coerenti. Si può anche essere innocentisti, ad esempio sostenendo che le indagini della magistratura sono pilotate da Israele o avendo il coraggio di sostenere, come fa Carlo Rovelli, un intellettuale di sinistra che scrive sul Corriere della sera, che Hamas non c’entra nulla con il terrorismo perché è “un’organizzazione ufficiale, che ha vinto le elezioni politiche del 2006” e che, addirittura, “rifiuta l’antisemitismo”. Quello che invece non possono fare Pd, M5s e Avs è fingere di non sapere chi sia Hannoun, e che non c’entri nulla con il movimento pro Pal.

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