A lui certamente non farebbe piacere
una lettura delle sue parole di oggi in chiave di politica nazionale e soprattutto come analisi e visione programmatica alternative e non sovrapponibili con quelle della segreteria del Pd.
Da tempo Paolo Gentiloni si tiene su una linea separata e divergente rispetto a quella di Elly Schlein. Lo fa da commissario europeo, quindi senza strappi, senza parole fuori posto e rispettando in pieno i vincoli e le responsabilità del suo mandato. Oggi ha parlato di economia, con indicazioni positive per l’Ue e ha ricordato che, invece, sul piano dei conti pubblici i problemi ci sono e arriveranno presto le comunicazioni di varie procedure d’infrazione. Gli è stato chiesto anche dell’Ucraina e dell’impegno dell’Ue nella sua difesa. Ha risposto con chiarezza e con adesione piena alle scelte della commissione guidata da Ursula von der Leyen e alle scelte dei principali governi europei, italiano compreso. Sono le tesi dell’opposizione italiana, di cui Gentiloni ha fatto e fa parte, a non trovare spazio nelle sue parole.