"Il nucleare è morto". E lo è "perché è la fonte energetica più costosa. Le rinnovabili (solare fotovoltaico, eolico a terra e eolico a mare) sono mediamente costose la metà rispetto al nucleare". Non usa mezzi termini il presidente di Legambiente
Stefano Ciafani ospite insieme al presidente di Fare Ambiente
Vincenzo Pepe del
video-podcast del Foglio "Divergenze Parallele" in cui si sono confrontati sul possibile ritorno alla
produzione di energia nucleare in Italia. "L'obiettivo di diventare indipendenti dal punto di vista energetico - sottolinea Ciafani - riguarda tutti. Bisogna evitare di dipendere troppo dalle impotazioni". Anche perché questo ha conseguenze sulle bollette delle persone, "oltre a conseguenze sulle tensioni geopolitiche a livello internazionale". Ma per farlo, secondo il presidente di Legambiente, bastano le rinnovabili.
Secondo l'
Energy Outlook 2025 dell'International Energy Agency (IEA), le
fonti rinnovabili, che attualmente rappresentano circa un terzo della produzione globale di elettricità, aumenteranno fino a fornire oltre la metà del fabbisogno energito entro il 2035 e più di
due terzi entro il 2050. L’
energia nucleare manterrebbe invece per tutto il periodo una quota tra
il 9 e il 10%. "Irrilevante", commenta
Ciafani. "Parte del mix energetico", invece, secondo il presidente di Fare Ambiente
Vincenzo Pepe secondo cui
non si può fare affidamento solo sulle rinnovabili perché "non sono costanti. Ci sono delle impossibilità oggettive nel nostro Paese, non solo per le zone in cui il sole non c'è, ma anche per quelle in cui non è possibile realizzare impianti, che siano di solare o di eolico". In più, secondo Pepe alla tecnologia attuale "non possiamo pensare che l'accumulo di energia derivanti dalle fonti rinnovabili sia gestibile". Non solo: "già oggi l'Italia utilizza una quota di 15-20% di energia nucleare importata da Francia, Svizzera e Slovenia". Perché allora non produrla in casa?