Per leggere la versione senza paywall, iscriviti alla newsletter "Di cosa parlare stasera a cena" a questo link: è gratis! Indicazioni europee in corso, con il metodo del
consiglio informale per preparare i nomi da sottoporre al voto parlamentare. Giorgia Meloni tratta e dialoga, tra inchieste che mostrano all’Europa slogan e atteggiamenti da fascisti vecchio stile dei ragazzi della sua gioventù di partito (espulsioni e cambio di indirizzo politico e culturale sarebbero comunque opportuni, a prescindere da inchieste e telecamere nascoste) e autorevolezza conquistata con le scelte rigorose in politica internazionale e con la partecipazione solida e convinta al gruppo di sostegno all’Ucraina.
Ursula von der Leyen è accusata su Politico di aver rallentato la pubblicazione di un rapporto sul controllo dell’informazione in Italia, sul quale forse ci sarebbe da fare un bel po’ di tara, e anche questa vicenda va a influenzare la capacità negoziale di Meloni. Ma in Ue si è visto di peggio e sia Meloni sia von der Leyen hanno strumenti per uscire fuori con risultato pieno o quasi da questo confronto.
Giancarlo Giorgetti (per completare il quadro con la Lega)
dà una mano perché si prepara ad ascoltare Bruxelles sui conti pubblici senza polemiche e, anzi, con spirito positivo
Fatto #2
Anche
questo è quasi un atto dovuto, certo, ma è anche un segno di attenzione per l’Italia e di ammorbidimento di certe rigidezze della commissione uscente
Jens Stoltenberg a New York incontra Joe Biden e parla degli impegni della Nato a sostegno dell’Ucraina. Dice, con franchezza totale e mettendo in chiaro la questione di fondo del confronto verso Est, che
la Cina dovrà pagare per l’appoggio alla Russia.
E le visite di Vladimir Putin,
in Corea del Nord, in cerca, tra l’altro, di munizioni