Al Mef circola una bozza di parere che boccia l’emendamento di FdI sull’oro italiano. Il primo firmatario è il capogruppo del partito di Meloni a Palazzo Madama, il senatore Lucio Malan. L’emendamento recita: “Le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo stato, in nome del popolo italiano”.
Secondo gli uffici di Via XX settembre l’emendamento ha diversi problemi. Da un lato rappresenta una sorta di esproprio, una nazionalizzazione che il Parlamento non può fare. Dall’altro,
come il Foglio ha anticipato, l’emendamento violerebbe i trattati europei, costituendo una forma di finanziamento diretto monetaria di una banca centrale allo stato. Inoltre in tutta l’Unione europea, la competenza in materia valutaria è esclusiva e riservata alla Bce. Questo riguarda non solo le riserve di moneta in valuta estera, ma, appunto, anche le riserve auree, la cui gestione spetta al Sistema europeo delle banche centrali.