"Da un anno Enrico Costa e io giriamo l’Italia per dimostrare che su contenuti e prospettiva politica non vi è differenza tra Iv e Azione", dice Marattin nell'intervista, affermando che "la rottura del Terzo Polo è stato un crimine politico, di cui il deludente risultato di domenica è solo una conseguenza". Le elezioni europee hanno rappresentato "la fine di un ciclo" iniziato con la rottura definitiva del Terzo Polo ad aprile dell'anno scorso, sostiene il deputato. "Il gruppo unico Iv-Azione ce l’avevamo, e funzionava benissimo: non ci siamo mai trovati in disaccordo su un singolo emendamento o questione. Per questa legislatura la vedo difficile", continua, spiegando quindi la natura di quello che verso ottobre cercheranno di ricostruire in vista delle elezioni del 2027: "Dobbiamo prendere atto della fine di un ciclo e ricostruire daccapo tutto, creando le condizioni politiche per un nuovo progetto. Ma deve essere un progetto che parta dal basso, coinvolgendo energie nuove. E non dalle lotte intestine tra gruppi dirigenti".
Da Azione per il momento non si registrano aperture. A Renzi, che ieri ha lanciato il congresso con un lungo post sui social, ha risposto Matteo Richetti: "La tua è una nuova proposta solo per assicurarti un'ulteriore elezione". Secondo Ansa l'intenzione di Azione sarebbe quella di sondare una possibile alleanza a sinistra con il Pd. "Gossip", ha commentato Calenda. "Azione non ha raggiunto il quorum. Dell'analisi di questa sconfitta, che noi non attribuiamo ad altri, stiamo discutendo all’interno del gruppo dirigente. Non ho fatto interviste o uscite pubbliche perché penso sia doveroso riflettere insieme e capire, prima di parlare. Il resto è gossip più o meno pilotato", ha scritto.