Per leggere la versione senza paywall, iscriviti alla newsletter "Di cosa parlare stasera a cena" a questo link: è gratis! Il passo successivo agli attacchi contro Hezbollah e prima contro Hamas, che dà un senso strategico all’offensiva israeliana successiva al 7 ottobre, è la ridefinizione dei poteri e delle sfere d’influenza in medio oriente. Non si tratta di esportare la democrazia, come qualcuno dirà con vuota e banale ironia, ma si tratta di dar spazio di manovra alle forze contrario al regime islamico a Teheran e, in caduta, nelle sue propaggini citate (cui si possono aggiungere, su scala minore, gli Houthi). Il bersaglio grosso, insomma, è la stabilità politica in Iran. È noto che il regime si regge sulla forza e non sul consenso ormai da molti anni. E che tra la popolazione e soprattutto nei grandi gruppi etnici sottomessi dalla politica iraniana serpeggiano desideri di riscatto. Mentre la partita economica va tutta a vantaggio del rovesciamento di regime, con la possibilità immediata di dare migliori condizioni di vita a gran parte degli iraniani se liberati dal giogo delle folli spese militari imposte dal sostegno a gruppi armati extra confine.
Benjamin Netanyahu ne parla nel modo più esplicito possibile e lo fa dopo aver dimostrato quanto sia accurata la disponibilità di informazioni riservate sulla struttura del potere iraniano.
Nulla poteva essere più chiaro del blitz micidiale contro Hezbollah agli occhi di chi osteggia il regime iraniano. L’azione israeliana ha mostrato che la protezione iraniana non vale più nulla e che, anzi, è un danno per chi la ha e la ha avuta. Mentre un’altra massa di informazioni è a disposizione di chi ne vorrà e saprà fare buon uso per rovesciare il regime islamico e dare all’Iran un governo meno autocratico e meno guerrafondaio.
Fatto #1
Donald Trump
vuole mettere super dazi contro i cinesi, e uno pensa che sono fatti loro, ma ne vuole mettere anche contro tutti gli altri, europei compresi, e parliamo sempre di dazi pesanti, intorno al 20%. Una ragione in più per augurarsi che venga sconfitta la sua visione cupa della politica e che resti inespressa la sua latente ostilità verso chi non è americano e verso chi non lo vota.
Fatto #2
Fatto #3