“Rabbia e amore” scrive
Ilaria Salis nella sua biografia intitolata “Vipera”, a proposito di una manifestazione svoltasi a Roma il 15 ottobre 2011
al termine della quale si contarono 135 feriti (105 tra le forze dell’ordine). Che ragazza romantica. Che vita
Sturm und Drang. Mi ha subito ricordato
Toni Negri, il cattivo maestro degli anni Settanta, con la sua prosa di marxista dannunziano: “Immediatamente risento il calore della comunità operaia e proletaria, tutte le volte che mi calo il passamontagna. Né l’eventuale rischio mi offende: anzi mi riempie di emozione febbrile, come attendendo l’amata”.
Il cattivo maestro di ieri e la cattiva maestrina di oggi (lei anche in senso stretto, ha fatto la maestra elementare) insegnano la stessa cosa: ai comunisti l’amore fa un brutto effetto, eccita la violenza. Meno amore compagni, vi prego, meno amore.