Un posto solo per Parigi 2024. Cosa aspettarsi dal preolimpico della Nazionale di basket

| DI Giorgio Burreddu

Un posto solo per Parigi 2024. Cosa aspettarsi dal preolimpico della Nazionale di basket

Foto Ansa

Gianmarco Pozzecco dice sempre la verità. Infatti lo ami, ma solo quando riesci a sostenerne l’audacia. L’ultima, scottante verità dichiarata dal ct dell’Italbasket riguarda la maglia azzurra. Ha detto: "È tutto. Spesso il legame con la maglia è dichiarato, ma i fatti poi non lo confermano. Qui no, qui è tutto vero". Dentro al gruppo che comincia il preolimpico a Porto Rico, ultima chance di staccare un biglietto per i Giochi di Parigi, si sente un rispetto fuori dal comune. Il basket, più di altri sport, richiede unione. È figlia dei luoghi stretti che contraddistinguono questo sport: il campo, i movimenti a corto raggio, i verdetti sul filo dei secondi. Un’unione che l’Italia ha coltivato negli anni, facendone un credo e non solo una scenografia di facciata. Lo si vede ogni volta che gli azzurri scendono in campo e sarà così anche al torneo più importante dell’anno.
La brutta notizia è che il preolimpico qualificherà una sola squadra. La favorita non è l’Italia, ma la Lituania. Che però ha dovuto rinunciare a Jonas Valanciunas. Precauzione, dicono dall'America. Il centro dei Pelicans di New Orleans ha subito troppi infortuni, meglio preservarlo. Tanto i lituani sono forti lo stesso. Saranno loro gli avversari più tosti per la squadra del Poz. Ma prima ci sono da superare Bahrain (il 2 luglio alle ore 23.30 italiane) e Porto Rico (4 luglio, ore 2.30), un girone a tre che conduce alla finalissima del 7 luglio. Gli azzurri sono a Miami, la preparazione procede bene, e ogni volta che qualcuno parla vengono sempre fuori la stesse parole: gruppo, rispetto, responsabilità. "La mia serenità deriva dal fatto che sono sicuro che i ragazzi alla maglia ci tengono, e non solo a parole", ha detto ancora Pozzecco. Il resto è talento: Spissu per gli attacchi ("Mi piacciono le responsabilità", ha detto), Pajola sarà l’uomo ovunque, Mannion il rifinitore. Cuciti assieme dal Poz. "Sa farsi amare dai suoi giocatori, è una cosa che vale molto più degli aspetti tecnici e tattici", ha detto l’ex ct Meo Sacchetti.
Non basta, tocca fare canestro. Però l’Italbasket le qualità le ha tutte. A cominciare da Danilo Gallinari, 36 anni, da due anni fuori dal giro della Nazionale. E da una stagione ai margini del basket a stelle e strisce con tre franchigie diverse nel corso dell’ultimo anno. Nel podcast by Melli-Datome (a proposito di gruppo), il Gallo si è lasciato andare: "Ero incazzato nero tutti i giorni, è stata una battaglia difficilissima. Per sfogarmi facevo 1vs1 tutti i giorni. Non sapevo cosa fare, passavo tantissimo tempo in palestra". Un po’ di rabbia ce l’ha anche Nic Melli, il co-capitano, costretto a lasciare Milano: "Io sarei rimasto lì. Messina me lo ha comunicato al telefono. In 45 secondi". Rabbia ce l’hanno quelli di Bologna che ritroveranno gli avversari dell’Armani. In Azzurro tutto si trasforma, l’unione è totale. Sperando che basti per raggiungere il sogno olimpico.

Tutti i diritti riservati