Gli ospiti – I lavoratori accolti sono uomini italiani e stranieri, tutti selezionati dalla Caritas. Molti sono stranieri impegnati nel settore logistico. Un lavoro ce l’hanno ma il contratto precario rende difficile trovare un’abitazione in affitto. Chi entra accetta di partecipare a un percorso educativo che porta all’indipendenza. C’è chi ce l’ha fatta e, grazie alla stabilizzazione del posto di lavoro, ha raggiunto l’autonomia. Pochi hanno abbandonato il percorso della durata complessiva di 18 mesi. Sono 25 i volontari che insieme al coordinatore della struttura, Alessandro Ghinelli, si occupano della casa e dei suoi sei inquilini.
Il bilancio – In occasione delle iniziative organizzate della parrocchia per celebrare Nostra Signora di Lourdes, diversi lavoratori accolti nella casa hanno partecipato all’incontro con i cittadini in cui è stato tracciato un bilancio dei due anni di attività. Un’esperienza positiva in grado di fare scuola. “Quello che manca ancora – spiega don Giuseppe Lusignani, parroco di Nostra Signora di Lourdes – è una visione da parte della città su un progetto che può coinvolgere persone anche al di fuori della nostra comunità parrocchiale e al di fuori della comunità cristiana. Questo può essere spazio in cui tutti possono vivere i valori di fraternità e solidarietà”.