Il prefetto di Biella Silvana D’Agostino - secondo quanto il Foglio è in grado di anticipare – ha disposto
la revoca della licenza di porto d’armi e il divieto di detenzione di qualsiasi specie di arma o munizioni per
Emanuele Pozzolo. Inoltre ha disposto il ritiro delle armi registrate a carico del deputato eletto con Fratelli d’Italia, sospeso dal partito dopo il veglione di Capodanno con il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, finito con un colpo di pistola e un ferito (il genero del caposcorta di Delmastro). A casa il parlamentare deteneva tre pistole e tre fucili.
Al Foglio Pozzolo ha raccontato la sua versione di quella notte e
ha messo in discussione quella di Delmastro, che dopo la vicenda ha dichiarato di non essere presente quando è partito il colpo, trovandosi a circa 300 metri dallo sparo. "Andrea davanti non c’era, bisogna essere onesti. Che poi lui abbia esagerato dicendo che era a Canicattì è un’altra questione, di cui fatico a comprendere l’utilità. Non capisco perché, lui non era sicuramente un protagonista effettivo", ha detto il deputato.
Intanto Andrea Delmastro, sottosegretario al ministero della Giustizia, rispondendo alle domande dei cronisti a Montecitorio questa mattina è tornato sul caso Pozzolo. "Non ero presente quando è partito il colpo di pistola - ha sottolineato Delmastro e quindi non spetta a me la ricostruzione dei fatti. C'e' un tentativo di crocefissione, di coinvolgermi nella ricostruzione di quanto accaduto. Io per la carica che ricopro e per il rispetto dei cittadini ho subito reso dichiarazioni" nel merito della vicenda. Delmastro ha ribadito di non voler coprire nessuno e sottolineato di aver sempre collaborato e interloquito con la magistratura. "Ma ora torno a essere un teste irrilevante", ha osservato con i cronisti.