Alle 13, esterno dell’Hotel Forum, affaccio fori imperiali, va in scena un rito ormai logoro. Un topos giornalistico che ha perso di appeal. Beppe Grillo arriva puntuale. Camicia bianca sbottonata e micro valigia sotto braccio. Nessuna dichiarazione ai pochi cronisti che lo attendono.
Sono lontani i tempi in cui chi passava qui giornate sotto il sole o notti insonni sapeva di potersi aspettare sempre un guizzo, una macchietta, un travestimento. Come quando il fondatore del M5s si presentò con sulla testa una maschera da lupo per schivare i cronisti o quella in cui era nascosto da un casco da astronauta. O ancora quando si affacciò alla finestra sventolando una gruccia, un appendino. Era il giungo del 2016 si festeggiava la prima grande vittoria del M5s: la conquista dei comuni di Torino e Roma, con Chiara Appendino, appunto, e Virginia Raggi. Insomma, se non c’erano notizie, c’era almeno da divertirsi. Questa volta invece niente di tutto questo. In uno dei suoi tanti incontri-scontri con la stampa Grillo disse: “Siete dei morti che camminano”. La sensazione è che quella definizione, dieci anni più tardi, si addica più a lui. Ciononostante, come un tempo Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Virginia Raggi e tutta la sgangherata dirigenza grillina, anche
questa volta è Giuseppe Conte, con il capo cosparso di cenere, a venire qui e non Grillo a recarsi a via di Campo Marzio. “Non fatevi film”, ammonisce entrando nell’albergo l’ex premier. Dopo la scoppola elettorale rimediata dal Movimento in tanti hanno evocato a voce più o meno alta un ritorno del fondatore. A partire dall’ex ministro
Danilo Toninelli: “Manca Beppe Grillo, lui faceva sognare. Conte è una brava persona, ma è un tecnico e i tecnici non sanno emozionare”. Grillo,
lo ha raccontato questo giornale, questa volta non è neppure andato a votare. Nei giorni precedenti, attraverso il fu sacro blog,
più che per i volti nuovi di Conte ha fatto campagna elettorale per i candidati del grillismo d’antan. I vari Dario Tamburrano e Gianluca Ferrara. Da due anni si è trasformato da capo a dipendente del M5s.
E’ avvenuto con la modifica dello statuto disegnata come un abito sartoriale su misura del presidente del M5s, e cioè su Conte. Con il garante, Grillo, ridotto a poco più di un figurante. Contestualmente il blog , gestito dalla fida Nina Monti che ieri lo ha accompagnato al Forum, ha ricevuto dal M5s
un finanziamento da 300 mila euro. Un accordo citato con malizia anche dall’ex capo politico
Luigi Di Maio: “Grillo ha 300 mila buoni motivi per restare in silenzio”.