Il
Leoncavallo sarà pure un “luogo di cultura”, come dice su Facebook
Ernesto Maria Ruffini, nipote del cardinale, figlio del ministro dc, ex capo dell’Agenzia delle Entrate e
ora novello Ulivista con stemma da centro riformista. E sarà anche vero, come dice sempre lui, che di questi centri sociali ne servirebbero di più. Chissà. Ma
il Leoncavallo, oltre che un centro sociale, è anche un centro di evasione fiscale, come hanno raccontato inchieste di stampa in questi giorni. E che l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate si schieri per difenderlo fa un po’ sorridere. Da mesi, dentro l’alleanza progressista, si ripete che ci vuole “più centro”. Ci vogliono più moderati. Chi parla al ceto riflessivo che non ama né Ilaria Salis né Elly Schlein? Chi può farlo? Ci vorrebbe un nuovo Romano Prodi. E infatti, anche per rispondere a questa domanda, Ruffini ha fondato un’associazione che si chiama “più uno”, ha scritto un libro sull’uguaglianza e si è dato un simbolo che ricorda in grafica e colori proprio l’Ulivo di Prodi.