Le forze dell’ordine hanno identificato i due autori della violenza con attrezzi da lavoro, tra cui una spatola affilata (scambiata da alcuni testimoni per una katana) e una bolla professionale, per poi rientrare nel bar e colpire indiscriminatamente gli avventori. Mentre si davano alla fuga poiché era stata allertata la polizia, la fidanzata di uno dei due assalitori ha rapinato una testimone del cellulare con cui stava filmando gli amici armati.
Le indagini della squadra mobile, svolte tramite l’ascolto di numerosi testimoni, la raccolta dei filmati di videosorveglianza e l’analisi delle banche dati, hanno permesso di individuare e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due feritori.
Uno dei due arrestati è stato fermato in città, mentre l’altro è stato bloccato dalla polizia di frontiera di Trieste mentre faceva rientro in Italia dopo un periodo all’estero, “dove – puntualizza la questura – verosimilmente si era rifugiato a seguito dell’inseguimento”.