In Europa, anche a dispetto di condizioni politiche interne non incoraggianti per i leader di paesi importanti come Francia e Germania, si parla seriamente quasi solo di armamenti, di difesa, di strategia per il contrasto dell’aggressività russa. La nostra informazione e la nostra visione delle cose si stanno un po’ italianizzando e staccando da questa realtà. Partiamo da un ripescaggio, con
il discorso di Ursula von der Leyen e Donald Tusk al confine tra Polonia e Bielorussia, davanti a una rete che divide eserciti, paesi, blocchi. E il commissario europeo alla Difesa che non ha ipocrisie né infingimenti e, come il Volodymyr Zelensky della tragica notte dell’invasione russa, parla di munizioni e
ne mostra una nuova fabbrica europea. L’Ue si è
esposta e la sua presidente è oggetto di minacce russe.
Aumenta ancora
il numero degli occupati e di quanti hanno contratti stabili. Con questo andamento del mercato del lavoro anche la questione salariale, pur con le incrostazioni italiane, dovrà registrare qualche miglioramento, perché il potere contrattuale dei lavoratori sta salendo. Al governo per commentare il dato
basta ripetere i numeri.