L’ultima indagine dell’Unicef sulla situazione di bambini e adolescenti in Argentina, mostra un crollo delle famiglie con minori in condizione di povertà dal 48 per cento di aprile 2024 (pochi mesi dopo che Milei si è insediato) al 31 per cento di agosto 2025: una riduzione di un terzo in un anno.
Il dato è nettamente inferiore anche a quello di giugno 2023 (41 per cento) e giugno 2022 (33 per cento), gli ultimi due anni del governo di sinistra peronista,
durante i quali inflazione e povertà sono aumentate costantemente.
Naturalmente, in un paese che era sull’orlo del collasso economico e sociale, la povertà è ancora molto ampia: ci sono ancora 4,3 milioni di minori in 2 milioni di famiglie che vivono in povertà.
Ma il miglioramento è evidente. L’andamento coincide con le statistiche ufficiali dell’Indec, che registrano nel 2025 una riduzione della povertà infantile, in un anno, di 21 punti percentuali e dell’indigenza di 17 punti. Secondo le stime dell’Università Torcuato Di Tella, a ottobre il tasso generale di povertà è al 30,7 per cento: il livello più basso da novembre 2018, quando c’era il governo di centrodestra di Mauricio Macri.