“La bella età di inganni”: e Mimì rivive nel ricordo

Al Ponchielli, la "Prima" con "La Bohème" di Puccini

| DI c.parm

“La bella età  di inganni”: e Mimì rivive nel ricordo
E' nella nostalgia di un amore e della sua triste fine, nella nostalgia della giovinezza e di un’epoca, è nel ricordo di Mimì che il racconto di Rodolfo, ormai anziano, si fa ancora più malinconico, a tratti struggente. Un “artificio registico” per “La Bohème” di Puccini che questa sera, venerdì 4 ottobre (e in replica domenica 6 ottobre), inaugura la Stagione d’Opera del teatro Ponchielli. In una “scatola dei ricordi”, l’artista che arriva dal futuro ritrova alcuni oggetti del periodo più felice della sua giovinezza - una cuffietta rosa, un quaderno di poesie, una candela, una fotografia sbiadita -, oggetti che diventano il filo conduttore per un viaggio nel tempo e che riportano Rodolfo alla “bella età di inganni e utopie”. Ma non è solo questo, l’opera rivive nel ricordo ma si rivolge anche all’oggi e agli artisti di oggi che come ieri «cercano un posto nel mondo». La scatola diventa così il confine sottile tra passato e presente, tra memoria e realtà.
«Ho voluto raccontare una storia, rimanendo però rispettosa di quello che Puccini, compositore che amo molto, e il librettista hanno scritto - spiega la regista Marialuisa Bafunno (lei e il suo giovane team creativo sono risultati vincitori del Bando under 35 per il Circuito OperaLombardia, ndr) -. Una visione contemporanea ma senza snaturare l’opera. Il mio obiettivo era puntare al cuore, arrivando ai giovani ma non solo:...
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