Gli americani riscoprono la famiglia multigenerazionale

Incredibile ma vero, i nonni stanno tornando di moda. Negli Usa alcune indagini recenti dicono che negli ultimi anni si sono invertite le tendenze (dalle famiglie a due generazioni con figli minorenni a quelle multigenerazionali) ma non si tratta solo di problemi economici: gli americani stanno scoprendo che con i nonni si vive meglio.Secondo un rapporto del Pew Research Center pubblicato ad agosto, 60,6 milioni di americani, quasi uno su cinque (un record), vivevano in famiglie multigenerazionali nel 2014. Si tratta di un aumento del 30% in soli sette anni; nel 2007 erano 46,5 milioni le persone che vivevano in famiglie “multigen”. L’incremento riguarda soprattutto i figli adulti (con più di 25 anni).La tendenza è in aumento in tutti i gruppi razziali. Si tratta di una novità rilevante per gli Usa. Nel 1940, circa un quarto degli americani vivevano con tre o più generazioni in una casa. Dopo la Seconda Guerra mondiale, le famiglie americane sono diventate in gran parte a due generazioni, con genitori e figli minorenni sotto lo stesso tetto. Il fenomeno ha preso il via nel dopoguerra con la costruzione delle nuove periferie e l’instaurazione di un nuovo modello di vita. La percentuale di famiglie con più generazioni ha raggiunto la soglia minima del 12% nel 1980.Adesso invece il trend si è invertito e i nonni stanno conquistando una nuova centralità. Il mercato immobiliare si è subito adeguato e sono cominciate le offerte per “due case al prezzo di una”. Si tratta di una formula architettonica prima ancora che economica. I nuovi complessi residenziali per le famiglia “multigen” offrono appartamenti che sono già divisi per consentire ai nonni indipendenza e privacy ma in modo che rimangano “a portata di mano”. Lennar Case ha lanciato la sua prima comunità “Nex Gen” a Phoenix cinque anni fa ed è diventato uno dei primi leader del fenomeno “multigen”. Altri sviluppatori si sono immediatamente messi in coda, come Toll Brothers e Pardee Houses. Oggi “Nex Gen” si è moltiplicato in più di 300 comunità multigenerazionali alla periferia di grandi aree metropolitane in diversi Stati e sono già il triplo rispetto ad un anno fa. «La crisi economica nel 2007-2009 potrebbe aver spinto le famiglie a vivere insieme sotto lo stesso tetto per necessità, ma oggi è diventata una scelta consapevole», spiega Donna Butts, direttore esecutivo di “Generations United”, un gruppo di servizi intergenerazionali per bambini e anziani.Alcuni studi dimostrano che i bambini con almeno un nonno in casa vanno meglio a scuola. Secondo il “Census Bureau”, il 10% dei bambini Usa sotto i 18 anni stanno crescendo con un nonno in casa. Una ricerca del 2008 fatta dall’Università di Oxford in Inghilterra e Galles che ha coinvolto circa 1.500 adolescenti, ha rilevato che i minori che vivevano con i nonni avevano meno problemi emotivi e comportamentali.