Per il lavoro servono nuove idee tenendo saldi i grandi valori

Ho letto con molta attenzione la Nota pastorale del 15 aprile Il lavoro in tempo di cambiamenti. La Chiesa vicina scritta dalla Conferenza Episcopale Triveneto. Un invito molto chiaro a una riflessione profonda sulla condizione lavorativa della nostra società, condizione che sta toccando sempre di più le nostre vite personali e relazionali. Nella nostra Costituzione italiana è scritto chiaramente come l’Italia sia una repubblica basata sul lavoro e come sia altrettanto basata sui valori della religione cristiana.Anche papa Francesco, nell’incontro con il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esorta «all’ascolto del dolore di chi non ha lavoro, ad attingere ai valori cristiani». Come potersi esimere dal riconoscere e sottoscrivere, in questa delicata situazione socio-economica del nostro Paese, le parole del Pontefice? L’Italia, così come tutte le imprese che la sorreggono, fanno tesoro di nobili tradizioni e di una cultura largamente ispirata alla fede cristiana; queste orgogliose realtà fanno di tutto per progredire e prosperare nella concordia, offrendo un prezioso contributo alla rinascita di un Paese ormai dilaniato da troppe ingiustizie e aspri cambiamenti.In questa nostra situazione contemporanea trovo fondamentale l’invito della Chiesa a essere concreti, perché proprio attraverso azioni concrete in grado di portare solidarietà, speranza e fiducia possiamo far rinascere relazioni sociali ed economiche. Inoltre il lavoro deve sempre rispettare la dignità umana, a prescindere dal periodo socio-economico: trovo questa una dote fondamentale da salvaguardare per poter costruire un modello economico sostenibile.I valori, come le radici, sono importanti ed è vitale sapersi adattare alle diverse situazioni ed epoche economiche senza però scordare che i valori restano.È fondamentale far percepire tutto questo alle nuove generazioni, e il compito è nostro! Attraverso la formazione e la pratica dobbiamo essere in grado di guidare le nuove generazioni verso una direzione innovativa, con dei valori ben saldi. A mio avviso l’etica e il rispetto fanno proprio parte di questi concetti fondamentali, come il trovare un equilibrio dove il denaro non sia idolatrato.L’imperativo dev’essere investire sui giovani che oggi, a livello lavorativo, si sentono spesso solo vittime senza colpa. In questi ultimi anni abbiamo però vissuto anche episodi d’imprenditori di tutto rispetto che si sono tolti la vita, vittime di un sistema che li ha resi fragili. Perché è proprio questo il problema: vittime o carnefici, se la nostra società precipita ne saremo tutti coinvolti, chi più e chi meno. È quindi importante essere uniti tutti verso un unico obiettivo: dialogare, trovare un accordo fra istituzioni, aziende, giovani.A mio avviso alla base di tutto questo c’è prima di tutto il dialogo, un dialogo costruttivo fatto di critiche alle quali si cerca di trovare soluzioni. Molto spesso, mio malgrado, sento persone solo criticare; atteggiamenti come questo creano solo distruzione, noi invece dobbiamo costruire. Per fare ciò è indispensabile portare delle critiche accompagnate da possibili soluzioni. Il dialogo è fondamentale!A questo proposito trovo positiva la proposta di una sinergia tra Chiesa e associazioni sul tema del lavoro, mettere a disposizione i molti spazi di cui la Chiesa dispone a favore di istituzioni alle politiche del lavoro in grado di dialogare ed ascoltare i giovani creando innovazione e lavoro. La conversione passa attraverso le scelte della coscienza di ogni persona, quindi non sentiamoci soli, capiamo che insieme, un passo alla volta, attraverso il dialogo, il rispetto, l’etica e la fede possiamo davvero cambiare le cose.