L’Eucaristia: Il Sacramento del compimento dell’Iniziazione cristiana

19 APR 15
Ultimo aggiornamento: 09:10 | 13 GIU 26
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Se, come abbiamo considerato a lungo, il Battesimo è il Sacramento che fonda la vita cristiana e la Cresima la conferma al punto da diventare significativa testimonianza di vita in Cristo, l’Eucaristia è necessaria per garantire adeguata alimentazione alla stessa vita spirituale che caratterizza il cristiano. Senza di Essa non è possibile una vera vita cristiana, che in definitiva altro non è se non una progressiva trasformazione del battezzato in Eucaristia.Non ci accingiamo a trattare di un argomento qualsiasi. Ci accingiamo ad accostarci all’intero Patrimonio del Padre riservato all’umanità bisognosa di salvezza e dunque di Eucaristia nella quale è condensata la salvezza. È il cuore pulsante della vita e dell’agire pastorale evangelizzante della Chiesa. È il Paradiso del Padre. È il Tutto del Mistero dell’Amore Trinitario rivolto verso l’umanità, nel suo volto di Misericordia. Non ci resta, fin dall’inizio, che sostare contemplanti e adoranti per predisporci ad accogliere l’Eucaristia come Mistero di Salvezza.Così il Catechismo della Chiesa Cattolica fa iniziare il capitolo riservato al Sacramento dell’Eucaristia: “La santa Eucaristia completa l’iniziazione cristiana. Coloro che sono stati elevati alla dignità del sacerdozio regale per mezzo del Battesimo e sono stati conformati più profondamente a Cristo mediante la Confermazione, attraverso l’Eucaristia partecipano con tutta la comunità allo stesso sacrificio del Signore” (CCC 1322).È impossibile racchiudere in una sola immagine l’intero contenuto teologico dell’Eucaristia. Già ci siamo azzardati di fornirne alcune nell’introduzione. La Sacra Scrittura, Sinottici e Paolo, definiscono l’Eucaristia il Memoriale della morte e della risurrezione di Gesù. Sant’Agostino, citato dal Concilio, la definisce: “Sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità” (cf SC 47; in Io Ev Tr 26,6). Il Concilio Vaticano II parla dell’Eucaristia come del convito pasquale “nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolmata di grazia e viene dato il pegno della gloria futura” (ivi) e ne evidenzia il valore di “fonte e culmine di tutta la vita cristiana” (cf LG 11); di “centro e culmine di tutta la vita della comunità cristiana” (cf CD 30); di “radice e cardine della comunità cristiana” (cf PO 6); di “centro e radice di tutta la vita del presbitero” (cf PO 14).Il Catechismo, riportando un testo importante del Concilio Vaticano II, precisa ulteriormente: “Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua” (CCC 1324; PO 5). Di conseguenza non esistono sacramenti autonomi. Tutti hanno un necessario e vitale riferimento e ordinamento all’Eucaristia che, come abbiamo appena scritto, il Concilio definisce “tutto il bene spirituale della Chiesa”.Da queste premesse si può intuire quanto convenga sostare adoranti davanti a questo divino Mistero, il “Mistero della fede”, per coglierne la forza di salvezza e le valenze di rigenerazione della vita cristiana.