La bellezza della Cappella Sistina e quella della carezza ai clochard

4 APR 15
Ultimo aggiornamento: 14:48 | 22 LUG 25
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Questo mondo nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. A contatto con le opere d’arte, l’umanità di tutti i tempi – anche quella di oggi – aspetta di essere illuminata sul proprio cammino e sul proprio destino.È questa l’esperienza che giovedì 26 marzo centocinquanta senzatetto invitati dall’Elemosineria apostolica hanno vissuto visitando i Musei vaticani.Il gruppo era entrato in Vaticano dal cancello Petriano, intorno alle 15.30. Qui erano stati divisi in tre gruppi, ciascuno affidato a una guida, ed avevano ricevuto gli auricolari per ascoltare le spiegazioni. Verso le 17, appena giunti nella cappella al termine del percorso, hanno ricevuto a sorpresa la visita di papa Francesco. Non è difficile immaginare lo stupore e la sorpresa soprattutto quando il Pontefice, dopo aver stretto la mano ad alcuni dei presenti, ha preso la parola per dare il benvenuto ai suoi ospiti. «È una piccola carezza – ha detto parlando della visita – perché questa è la casa di tutti, è casa vostra. Le porte sono sempre aperte per tutti». Sono parole queste che scuotono la coscienza di ciascuno di noi perché ci invitano anche nel nostro quotidiano all’accoglienza, alla misericordia e all’apertura verso una diversità che molte volte noi percepiamo come scomoda.Fotografie e filmati ufficiali non ce ne sono per espressa volontà del Papa, secondo quando ha riferito padre Ciro Benedettini, vice-direttore della Sala stampa della Santa Sede in uno scarno comunicato stampa, perché in questo ambiente straordinario che da secoli vede l’alba di ogni pontificato, a parlare fossero solo la verità di ognuna di queste vite e la bellezza del luogo.“Michelangelo, nella Cappella Sistina ha come raccolto dalla Creazione al Giudizio Universale, il dramma e il mistero del mondo, dando volto a Dio Padre, a Cristo giudice, all’uomo nel suo faticoso cammino dalle origini al traguardo della storia (...) dando plasticamente il senso del mistero che fa della Chiesa una comunità universale, ospitale, madre e compagna di viaggio per ogni uomo alla ricerca di Dio”, ci ricordava con profonda intuizione nella Lettera agli artisti Giovanni Paolo II, un altro pontefice attento a gesti di bellezza.Al termine dell’incontro papa Francesco ha poi ringraziato il suo elemosiniere, l’arcivescovo Konrad Krajewski, e rivolgendosi ai senzatetto ha assicurato: «Dio vi ama tanto». Quindi il «grazie per la vostra testimonianza di pazienza» e la richiesta di pregare per lui: «Ho bisogno della preghiera di persone come voi. Il Signore vi custodisca, vi aiuti nel cammino della vita e vi faccia sentire il suo amore tenero di Padre».Dopo l’incontro con il Pontefice, a conclusione della visita guidata alla cappella Sistina, i centocinquanta speciali visitatori hanno raggiunto il posto di ristoro all’interno dei Musei, dove hanno consumato la cena.Nei due anni del suo pontificato, Francesco ha sempre dimostrato grande attenzione verso i più poveri. Un anno fa, per la Pasqua, aveva inviato il proprio Elemosiniere a portare conforto ai senzatetto della stazione. A dicembre, in occasione del proprio compleanno, aveva fatto distribuire 400 sacchi a pelo; più recentemente quest’anno aveva fatto aprire un servizio di barberia vicino a San Pietro e installare alcune docce nei pressi del colonnato del Bernini. È la bellezza che salverà il mondo ci ricorda Dostoevskij e mi piace immaginare che a Roma adesso, dopo questo incontro, ci sono 150 persone non più definite come “senzatetto”, “clochard” o “senza fissa dimora” ma uomini e donne a cui è stata restituita dignità e umanità attraverso un gesto di esemplare tenerezza e bellezza.