Siamo un Paese in via di estinzione ma si fa la politica degli 80 euro

21 FEB 15
Ultimo aggiornamento: 16:4822 LUG 25
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Il calo continuo delle nascite che si registra in Italia è sconvolgente. Una società che non ha più bambini è una società che invecchia ed è destinata inevitabilmente all’estinzione. Nel 2050, continuando il trend attuale di nascite, si prevedono 10 milioni in meno di italiani e 10 milioni in più di immigrati. Italiani in via di estinzione dunque. Il grido di attenzione allo sbilancio generazionale da parte delle associazioni familiari è stato finora inascoltato. Il positivo allungamento della vita non è compensato da un aumento della parte economicamente attiva della popolazione, con conseguente collasso economico e non solo previdenziale. La politica che si limita all’assistenzialismo e alla lotta alla povertà, e neanche bene, non applicando appropriate misure atte a sostenere la formazione di nuove famiglie e favorire la natalità, porta inevitabilmente a seccare la fonte del nostro futuro: i figli. Sbilancio generazionale con conseguente sbilancio economico. I Paesi invece che di figli non ne fanno, come l’Italia, dovrebbero preoccuparsi di incentivare, promuovere e sostenere le nascite. Molti Stati europei questo l’hanno recepito da anni, applicando politiche familiari all’avanguardia di sostegno alla genitorialità che noi qui in Italia neppure ci sogniamo. Vedi la Francia, la stessa Germania. E i risultati si son visti: il tasso di natalità in Francia è di 2,2 figli per donna contro 1,4 dell’Italia.Ma quali politiche? Fiscali ed equità, per esempio, per far pagare le tasse in base alla capacità contributiva, come recita benissimo la nostra Costituzione ed applica malissimo il nostro sistema fiscale. Il Fattore famiglia potrebbe essere lo strumento innovativo, migliore addirittura del quoziente familiare francese, da far decollare in Italia.Conciliazione dei tempi del lavoro con i tempi della famiglia per far vivere assieme la famiglia, genitori e figli, e per dedicare tempo e risorse al ruolo genitoriale ed educativo.Servizi per l’infanzia sufficienti, adeguati e a costi sostenibili tramite l’applicazione di un Isee corretto e giusto; città costruite a misura di famiglia; servizi consultoriali adeguati e non limitati ad ambulatori ginecologici.Trasporti, scuole e mense, servizi comunali di vario genere, a costi sostenibili, così come la diponibilità di edilizia popolare e/o convenzionata, con accesso prioritario alle famiglie che figli ne hanno già e per chi di figli ne può potenzialmente mettere al mondo, vedi le giovani coppie avviate al matrimonio.Lavoro per i nostri giovani, riformando i Centri per l’Impiego dove si possano perseguire politiche di ricerca attiva del lavoro e revisione della legge Fornero per consentire un ingresso nel mondo del lavoro di più giovani.E scusate se è poco. Il problema è che in Italia questi temi non sono prioritari, in controtendenza rispetto al resto d’Europa. Un amico, trasferendosi in Germania per lavoro con moglie e due figlie piccole, mi ha detto: «Non ho mai visto tanti bimbi in giro, mamme con carrozzine e passeggini e poi tante donne con ‘la pancia’: in Italia, mi ero quasi scordato che esistessero. E poi mi sono travato degli assegni familiari in busta paga tripli che non in Italia… incredibile!!»! Le priorità in Italia invece sono altre. 80 euro a pioggia, non correlati al carico familiare, fan sì che qualcuno con gli 80 euro si faccia una bella cena di pesce al mese ed altri non ce la facciano a pagare i pannolini!!! In compenso, per i nostri politici, basta aumentare l’età pensionabile per ridurre la spesa previdenziale. E poco importa se questo riduce ancora di più lo spazio lavorativo per i giovani che non si possono permettere di metter su famiglia né tantomeno di far figli, in una spirale perversa che sa tanto di... estinzione della specie.