La cronaca ci dice che attualmente in Amazzonia ogni minuto bruciano l’equivalente di due, tre campi di calcio. Perfino l’astronauta Luca Parmitano dal satellite ha inviato le foto di questa catastrofe, come a dire che anche il Cielo è testimone oculare di tanta stoltezza umana. La scienza ci dice che questo polmone verde produce il 20% dell’ossigeno per tutta la terra, e quindi i danni climatici per la sua scomparsa finirebbero per ricadere sull’umanità intera.
Immaginatevi la scena: il ministro dell’Interno (che quindi si occupa di ordine pubblico) Gianfranco Fini che convoca tutte le parti sociali italiane per spiegare loro la futura riforma fiscale del governo Berlusconi. Senza che quest’ultimo sia stato invitato o coinvolto, né il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Tempo due ore e Fini si sarebbe ritrovato con la canna da pesca in mano in riva al Tevere...
Non so chi abbia detto che l’incoscienza assomiglia pericolosamente alla felicità. Se non proprio alla felicità, quanto meno ad una ingenua euforia, che talvolta sembra indifferente ai richiami della ragione. Viviamo giorni di grande preoccupazione.
La morte della giovane Desirée ha un qualcosa di simbolico nella sua agghiacciante realtà. Quasi una sintesi del male che caratterizza il nostro tempo.
Nel dibattito pubblico trova spazio l’idea di una società senza lavoro. Per molti potrebbe essere un sogno: vivere senza far nulla, nell’ozio, ma sarebbe sostenibile? Molto probabilmente no. Ci si troverebbe in una società immobile. Una società senza lavoro rischia di sgretolare le relazioni e di portare l’uomo e la donna all’inerzia...
Le tensioni politiche nell’Europa del terzo millennio non mancano di certo. Dopo l’addio di Londra all’Ue, si misura il braccio di ferro tra Barcellona e Madrid per l’indipendenza della Catalogna. Venti secessionisti spirano in vari Paesi, a partire dal Belgio (Fiandre-Vallonia) che ospita le istituzioni comunitarie.
Promettere, promettere, promettere: questo è il verbo più usato dai politici di tutti i partiti in questa aspra campagna elettorale per l’elezione dei componenti il Parlamento che terminerà il prossimo 4 marzo quando i cittadini esprimeranno il proprio voto...
Nel dedalo della metropoli si nasconde una nuova insidia, quella delle baby gang. Sono ragazzini cinici e spietati, a volte marcati da tatuaggi di appartenenza e si muovono alla ricerca di facili vittime da accerchiare e colpire o di azioni violente e distruttrici da celebrare.
Alcuni l’hanno già chiamata “tassa sulla spesa”. E in effetti così parrebbe l’obbligo, scattato dallo scorso primo gennaio, di imbustare frutta e verdura acquistate nei supermercati solo in sacchetti di plastica biodegradabile “nuovi” e forniti a pagamento. La precisazione non è casuale: accanto all’obbligo dei supermercati, c’è anche un altro obbligo, imposto ai consumatori, di non portarsi da casa sacchetti biodegradabili usati...
Aspettiamoci, nei prossimi mesi, un graduale ma stabile aumento dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. Dopo alcuni anni di quotazioni del petrolio al ribasso, i Paesi produttori si sono finalmente (per loro) messi d’accordo per tagliare la produzione...
Una volta gli eroi erano pochi e i costumi di carnevale riflettevano il carattere prima che la moda. Notevolmente gettonato nelle scelte dei bambini (avallate dai genitori) era Zorro, seguito da Pierrot e Arlecchino (scelti dai genitori e basta), cowboy a profusione, diversi indiani e qualche pirata...
Mescolare sic et simpliciter le scelte morali con i meccanismi psicologici ad esse connessi è un’operazione alquanto rischiosa. Si rischia di appiattire una dimensione sull’altra e di perdere così lo specifico significato di ciascuna di esse.
“Bad news is good news”, recita una massima del giornalismo americano. Le cattive notizie sono buone notizie. Una regola aurea che si fonda sulla convinzione che il pubblico sia più coinvolto da quegli eventi drammatici che toccano le corde dell’emotività...
“Emergenza sangue”: i titoli dei media segnalano un rischio. In questa stagione fredda, non solo per l’abbassarsi della temperatura, donare il sangue diventa più faticoso ma la domanda di aiuto è alta, le scorte sono in esaurimento.
La tradizione presepiale è ingarbugliata come un gomitolo di fili variopinti, tutti annodati però tra di essi. Risalire al primo presepe – sia stato esso composto da statuine più o meno grandi o da personaggi in carne e ossa come nelle sacre rappresentazioni tardomedievali – rimane impresa ardua. Il tam tam del sentito dire attribuisce indebitamente l’invenzione del presepe “vivente” a san Francesco d’Assisi, il quale piuttosto fu il primo a celebrare la Messa di Natale non più all’interno di una solenne chiesa, bensì in una vera e propria stalla, per riportarsi sine glossa, fisicamente oltre che spiritualmente e sacramentalmente, a Betlemme...
Il 50° Rapporto del Censis sulla situazione del Paese è un corposo volume di ben oltre le 500 pagine, pieno di numeri e di analisi. Ma nel presentarlo Giuseppe De Rita dice esplicitamente che c’è un punto che gli sta a cuore in modo particolare...
La Buona scuola è fatta anche di controlli. Sotto la lente ci sono quelli effettuati nei confronti delle scuola paritarie, un vero Piano straordinario di ispezioni che ha interessato – ha spiegato il Ministero dell’Istruzione – 288 istituzioni scolastiche nei primi 6 mesi del 2016, con particolare attenzione a quelle scuole secondarie di secondo grado che potevano essere sospettate di essere sostanzialmente dei “diplomifici”. E – ha dichiarato il sottosegretario Gabriele Toccafondi – «Siamo contro i diplomifici perché siamo per la parità scolastica»...
“La lunga via dei santi in frantumi”, così titolava nei giorni scorsi un quotidiano nazionale la distruzione provocata dal terremoto, di chiese e monasteri. Una riflessione prende spazio di fronte all’insistenza mediatica sulla perdita di un patrimonio storico, culturale, artistico. I media lasciano però ai lettori e ai telespettatori il compito di leggere nelle opere distrutte, o poste in salvo, tracce di spiritualità e di religiosità che non appartengono al racconto giornalistico.
La mia azienda chiude. Il sogno di mio padre svanisce. L’avidità dello Stato e la miopia di governanti inetti ha vinto. La qualità non ha pagato. Essere rimasti onesti non è servito. Altre persone senza stipendio. In Italia non c’è futuro. Non è giusto. Mentre non riesco a trattenere le lacrime, sono queste le frasi che mi rimbalzano nella testa, e me la spaccano in mille pezzi...
Finalmente è entrato in vigore l’accordo sul clima stipulato a Parigi per contenere il riscaldamento. È stato necessario quasi un anno di lavoro per la diplomazia internazionale. Dopo Cina e Stati Uniti hanno firmato anche il Nepal, il Canada, l’Unione Europea. Così è stata superata la soglia minima, l’adesione di almeno 55 Paesi che assieme producono almeno il 55% di emissioni di CO2, affinché possa essere efficace l’accordo elaborato a Parigi nel dicembre 2015 dalla Cop21...
Se c’è un’immagine per riassumere la vita dell’ex presidente israeliano Shimon Peres – Nobel per la Pace 1994 – spentosi all’età di 93 anni, questa potrebbe essere la foto che lo ritrae, nei Giardini Vaticani, l’8 giugno del 2014, con una pala in mano a piantare un ulivo, tradizionale simbolo di pace, insieme al suo omologo palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), al Patriarca ecumenico Bartolomeo e al padrone di casa, papa Francesco.
Non si vorrebbero più leggere notizie come quelle di questi giorni che giungono da Aleppo e dallo Yemen. Non si vorrebbe più scorrere quell’impressionante elenco di cifre di morti, sfollati, intrappolati, disperati, traditi, umiliati. Non si vorrebbe più prendere atto che tra i calpestati dalla violenza degli adulti ci sono, sempre più numerosi, i bambini.
No. Non è possibile restare indifferenti. E non è possibile non provare un brivido di fronte al giubilo di qualcuno che in queste ore celebra il Belgio come un faro di civiltà per aver registrato un (triste, tristissimo) primato, quello di essere il primo Paese in cui un minorenne ha subito l’eutanasia...
“Da vicino nessuno è normale”. Questo adagio mi dicono fosse scritto all’ingresso dell’Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano. Una verità tanto evidente quanto scomoda e che in qualche modo facciamo fatica ad accettare. Cosa sia la normalità è oggetto per lo più di convenzione sociale, conformismo o pregiudizio e comunque, dobbiamo riconoscerlo, è sempre più facile considerare normale quello che siamo e facciamo noi, rispetto ai comportamenti altrui...
Alle ore 8.15 di lunedì prossimo, 8 agosto, la campana “Maria Mater Orphanorum” ancora una volta diffonderà a Marcinelle (Belgio), in particolare al Bois du Cazier, i suoi 262 rintocchi accompagnati dal nome degli altrettanti minatori morti soffocati sotto quella terra. Sono trascorsi esattamente 60 anni dalla tragedia avvenuta l’8 agosto 1956: di quei morti 136 erano italiani emigrati...
L’imprudenza, la superficialità, la trascuratezza, la sottovalutazione delle norme possono portare gravi conseguenze e spesso noi italiani non ce ne accorgiamo. Le consideriamo delle colpe veniali, specialmente quando ci sentiamo sicuri...
Costituiscono una delle scoperte scientifiche più importanti dell’umanità; secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, salvano nel mondo 5 persone al minuto, eppure, soprattutto negli ultimi tempi, i vaccini vengono messi in discussione da fasce sempre più consistenti dell’opinione pubblica...
Nel dibattito pubblico trova spazio l’idea di una società senza lavoro. Per molti potrebbe essere un sogno: vivere senza far nulla, nell’ozio, ma sarebbe sostenibile? Molto probabilmente no. Ci si troverebbe in una società immobile. Una società senza lavoro rischia di sgretolare le relazioni e di portare l’uomo e la donna all’inerzia...
Le tensioni politiche nell’Europa del terzo millennio non mancano di certo. Dopo l’addio di Londra all’Ue, si misura il braccio di ferro tra Barcellona e Madrid per l’indipendenza della Catalogna. Venti secessionisti spirano in vari Paesi, a partire dal Belgio (Fiandre-Vallonia) che ospita le istituzioni comunitarie.
Promettere, promettere, promettere: questo è il verbo più usato dai politici di tutti i partiti in questa aspra campagna elettorale per l’elezione dei componenti il Parlamento che terminerà il prossimo 4 marzo quando i cittadini esprimeranno il proprio voto...
Nel dedalo della metropoli si nasconde una nuova insidia, quella delle baby gang. Sono ragazzini cinici e spietati, a volte marcati da tatuaggi di appartenenza e si muovono alla ricerca di facili vittime da accerchiare e colpire o di azioni violente e distruttrici da celebrare.
Alcuni l’hanno già chiamata “tassa sulla spesa”. E in effetti così parrebbe l’obbligo, scattato dallo scorso primo gennaio, di imbustare frutta e verdura acquistate nei supermercati solo in sacchetti di plastica biodegradabile “nuovi” e forniti a pagamento. La precisazione non è casuale: accanto all’obbligo dei supermercati, c’è anche un altro obbligo, imposto ai consumatori, di non portarsi da casa sacchetti biodegradabili usati...
Aspettiamoci, nei prossimi mesi, un graduale ma stabile aumento dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. Dopo alcuni anni di quotazioni del petrolio al ribasso, i Paesi produttori si sono finalmente (per loro) messi d’accordo per tagliare la produzione...
Una volta gli eroi erano pochi e i costumi di carnevale riflettevano il carattere prima che la moda. Notevolmente gettonato nelle scelte dei bambini (avallate dai genitori) era Zorro, seguito da Pierrot e Arlecchino (scelti dai genitori e basta), cowboy a profusione, diversi indiani e qualche pirata...
Mescolare sic et simpliciter le scelte morali con i meccanismi psicologici ad esse connessi è un’operazione alquanto rischiosa. Si rischia di appiattire una dimensione sull’altra e di perdere così lo specifico significato di ciascuna di esse.
“Bad news is good news”, recita una massima del giornalismo americano. Le cattive notizie sono buone notizie. Una regola aurea che si fonda sulla convinzione che il pubblico sia più coinvolto da quegli eventi drammatici che toccano le corde dell’emotività...
“Emergenza sangue”: i titoli dei media segnalano un rischio. In questa stagione fredda, non solo per l’abbassarsi della temperatura, donare il sangue diventa più faticoso ma la domanda di aiuto è alta, le scorte sono in esaurimento.
La tradizione presepiale è ingarbugliata come un gomitolo di fili variopinti, tutti annodati però tra di essi. Risalire al primo presepe – sia stato esso composto da statuine più o meno grandi o da personaggi in carne e ossa come nelle sacre rappresentazioni tardomedievali – rimane impresa ardua. Il tam tam del sentito dire attribuisce indebitamente l’invenzione del presepe “vivente” a san Francesco d’Assisi, il quale piuttosto fu il primo a celebrare la Messa di Natale non più all’interno di una solenne chiesa, bensì in una vera e propria stalla, per riportarsi sine glossa, fisicamente oltre che spiritualmente e sacramentalmente, a Betlemme...
Il 50° Rapporto del Censis sulla situazione del Paese è un corposo volume di ben oltre le 500 pagine, pieno di numeri e di analisi. Ma nel presentarlo Giuseppe De Rita dice esplicitamente che c’è un punto che gli sta a cuore in modo particolare...
La Buona scuola è fatta anche di controlli. Sotto la lente ci sono quelli effettuati nei confronti delle scuola paritarie, un vero Piano straordinario di ispezioni che ha interessato – ha spiegato il Ministero dell’Istruzione – 288 istituzioni scolastiche nei primi 6 mesi del 2016, con particolare attenzione a quelle scuole secondarie di secondo grado che potevano essere sospettate di essere sostanzialmente dei “diplomifici”. E – ha dichiarato il sottosegretario Gabriele Toccafondi – «Siamo contro i diplomifici perché siamo per la parità scolastica»...
“La lunga via dei santi in frantumi”, così titolava nei giorni scorsi un quotidiano nazionale la distruzione provocata dal terremoto, di chiese e monasteri. Una riflessione prende spazio di fronte all’insistenza mediatica sulla perdita di un patrimonio storico, culturale, artistico. I media lasciano però ai lettori e ai telespettatori il compito di leggere nelle opere distrutte, o poste in salvo, tracce di spiritualità e di religiosità che non appartengono al racconto giornalistico.
La mia azienda chiude. Il sogno di mio padre svanisce. L’avidità dello Stato e la miopia di governanti inetti ha vinto. La qualità non ha pagato. Essere rimasti onesti non è servito. Altre persone senza stipendio. In Italia non c’è futuro. Non è giusto. Mentre non riesco a trattenere le lacrime, sono queste le frasi che mi rimbalzano nella testa, e me la spaccano in mille pezzi...
Finalmente è entrato in vigore l’accordo sul clima stipulato a Parigi per contenere il riscaldamento. È stato necessario quasi un anno di lavoro per la diplomazia internazionale. Dopo Cina e Stati Uniti hanno firmato anche il Nepal, il Canada, l’Unione Europea. Così è stata superata la soglia minima, l’adesione di almeno 55 Paesi che assieme producono almeno il 55% di emissioni di CO2, affinché possa essere efficace l’accordo elaborato a Parigi nel dicembre 2015 dalla Cop21...
Se c’è un’immagine per riassumere la vita dell’ex presidente israeliano Shimon Peres – Nobel per la Pace 1994 – spentosi all’età di 93 anni, questa potrebbe essere la foto che lo ritrae, nei Giardini Vaticani, l’8 giugno del 2014, con una pala in mano a piantare un ulivo, tradizionale simbolo di pace, insieme al suo omologo palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), al Patriarca ecumenico Bartolomeo e al padrone di casa, papa Francesco.
Non si vorrebbero più leggere notizie come quelle di questi giorni che giungono da Aleppo e dallo Yemen. Non si vorrebbe più scorrere quell’impressionante elenco di cifre di morti, sfollati, intrappolati, disperati, traditi, umiliati. Non si vorrebbe più prendere atto che tra i calpestati dalla violenza degli adulti ci sono, sempre più numerosi, i bambini.
No. Non è possibile restare indifferenti. E non è possibile non provare un brivido di fronte al giubilo di qualcuno che in queste ore celebra il Belgio come un faro di civiltà per aver registrato un (triste, tristissimo) primato, quello di essere il primo Paese in cui un minorenne ha subito l’eutanasia...
“Da vicino nessuno è normale”. Questo adagio mi dicono fosse scritto all’ingresso dell’Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano. Una verità tanto evidente quanto scomoda e che in qualche modo facciamo fatica ad accettare. Cosa sia la normalità è oggetto per lo più di convenzione sociale, conformismo o pregiudizio e comunque, dobbiamo riconoscerlo, è sempre più facile considerare normale quello che siamo e facciamo noi, rispetto ai comportamenti altrui...
Alle ore 8.15 di lunedì prossimo, 8 agosto, la campana “Maria Mater Orphanorum” ancora una volta diffonderà a Marcinelle (Belgio), in particolare al Bois du Cazier, i suoi 262 rintocchi accompagnati dal nome degli altrettanti minatori morti soffocati sotto quella terra. Sono trascorsi esattamente 60 anni dalla tragedia avvenuta l’8 agosto 1956: di quei morti 136 erano italiani emigrati...
L’imprudenza, la superficialità, la trascuratezza, la sottovalutazione delle norme possono portare gravi conseguenze e spesso noi italiani non ce ne accorgiamo. Le consideriamo delle colpe veniali, specialmente quando ci sentiamo sicuri...
Costituiscono una delle scoperte scientifiche più importanti dell’umanità; secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, salvano nel mondo 5 persone al minuto, eppure, soprattutto negli ultimi tempi, i vaccini vengono messi in discussione da fasce sempre più consistenti dell’opinione pubblica...