Giuseppe BrugnoliIl 2015 lascia un’aria di malinconia che non dà spazio a grandi atteseFine d’anno: tempo di bilanci, con voci attive e passive, in cui ciascuno, secondo i programmi che si era dato, misura i suoi raggiungimenti e anche le sue delusioni. Non pare davvero brillante, a tutti i livelli, l’esame complessivo di questo 2015, che era nato sotto il segno di Hebdo, e si chiude a livello internazionale con le ultime stragi di Parigi. Ma, più ancora dei singoli eventi luttuosi o tristi che hanno costellato nel mondo l’anno che sta per concludersi, a caratterizzarlo negativamente è l’aria che quest’anno che sta morendo ha assunto nel suo insieme, quasi una condanna che pesa su ciascuno di noi e influisce, molto più di quanto ciascuno di noi vorrebbe, anche sulle nostre sensazioni, in un clima di generica malinconia, che non lascia molto spazio a grandi attese...12/24/2015
Giuseppe BrugnoliL’impresa titanica di Girondini: salvare l’opera facendo dell’altroIl progetto: offrire l’Arena per una serie sempre più vasta di eventi che in futuro potranno essere sportivi, circensi...03/14/2015
CulturaLo sguardo ironico (e inedito) del Singer meno premiato, nei suoi “Viaggi in America”03/07/2026