Camille Bertault incanta allo Spazio Rotative per il Piacenza Jazz Fest

Redazione Online
09/17/2021


Bella, danzante, luminosa e contagiosa sacerdotessa di una musica che fa del jazz un passepartout per scardinare i confini tra chanson francaise e calore latino, lacerti di café chantant e pulsazioni funk, hip-hop, tonalità blues e una pioggia di seducenti e frizzanti intuizioni e sfumature in bilico tra spiritualità e ironia, profondità e scanzonata “joie de vivre”, la trentacinquenne cantante, cantautrice e compositrice francese Camille Bertault, nuovo astro della scena internazionale, ha stregato il pubblico dello Spazio Rotative di Libertà, segando un’inaugurazione d’autore moderna e attuale per il diciottesimo Piacenza Jazz Fest.
Nel primo set delle ore 19 (il concerto “replica” alle 21.30 per consentire un maggiore afflusso di pubblico nel rispetto del distanziamento e del contingentamento della capienza delle sale al chiuso) Bertault e i suoi, una divertita, favolosa e stuporosa macchina ritmica e armonica multietnica completata dal contrabbasso di Christophe Monck, il pianoforte del libanese Fady Farah e l’argentino Minino Garay alla batteria e ad una miriade di piccole e grandi percussioni, hanno snocciolato una decina di brani, perlopiù dal suo ultimo album “Le tigre”; parecchi gli autografi sul CD a fine concerto.
Una premessa molto più che confortante rispetto a tutto quello che ascolteremo da qui al 24 ottobre, a cavallo di altri undici “main concert” afferenti al cartellone principale e almeno altrettanti eventi concertistici, letterari, conviviali, divulgativi e formativi racchiusi invece ne “L’altro Festival”; un intenso programma che si apre domani, domenica 19 settembre alle 16.30 al Milestone con i concerti del pianista lodigiano Piero Bassini e del quartetto del clarinettista milanese Alfredo Ferrario, oltre alla proiezione di un docufilm, dedicati alla memoria del mitico Capolinea di Milano, locale simbolo della storia del jazz in Italia.
Nel primo set delle ore 19 (il concerto “replica” alle 21.30 per consentire un maggiore afflusso di pubblico nel rispetto del distanziamento e del contingentamento della capienza delle sale al chiuso) Bertault e i suoi, una divertita, favolosa e stuporosa macchina ritmica e armonica multietnica completata dal contrabbasso di Christophe Monck, il pianoforte del libanese Fady Farah e l’argentino Minino Garay alla batteria e ad una miriade di piccole e grandi percussioni, hanno snocciolato una decina di brani, perlopiù dal suo ultimo album “Le tigre”; parecchi gli autografi sul CD a fine concerto.
Una premessa molto più che confortante rispetto a tutto quello che ascolteremo da qui al 24 ottobre, a cavallo di altri undici “main concert” afferenti al cartellone principale e almeno altrettanti eventi concertistici, letterari, conviviali, divulgativi e formativi racchiusi invece ne “L’altro Festival”; un intenso programma che si apre domani, domenica 19 settembre alle 16.30 al Milestone con i concerti del pianista lodigiano Piero Bassini e del quartetto del clarinettista milanese Alfredo Ferrario, oltre alla proiezione di un docufilm, dedicati alla memoria del mitico Capolinea di Milano, locale simbolo della storia del jazz in Italia.


