Jorge Luis Borges riflette sull'intelligenza artificiale come specchio e distorsione del pensiero umano, capace di scrivere ma non di sognare, imitare ma non di sentire. L’AI, per Borges, è una Biblioteca di Babele digitale: potente ma priva di coscienza, e il vero pericolo è accontentarsi delle sue risposte perfette