Vigolzone: chiude dopo 60 anni di lavoro la parrucchiera Carla Idi

5 OTT 23
Ultimo aggiornamento: 06:1418 GIU 26
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Immagine di Vigolzone: chiude dopo 60 anni di lavoro la parrucchiera Carla Idi
Va in pensione dopo 60 anni di lavoro Carla Idi, la storica parrucchiera di Vigolzone. Il suo negozio di via Roma dal 1 ottobre ha chiuso le serrande. Ora si “sbaracca”, perché il negozio è in affitto, ma rimane la gratitudine per tutte le persone che si sono fidate di lei, che ha pettinato, che ha reso più belle. Il suo motto, lo spirito che l’ha sempre guidata è che dovesse rendere più bella e felice qualunque persona entrasse in negozio. Sin da piccola ha amato disegnare e ha applicato la sua creatività nel suo lavoro – era specializzata negli chignon – e anche nella pittura perché ha sempre dipinto tele, come autodidatta, dando sfogo al suo talento.
Una persona che si è realizzata facendo il mestiere che amava. “Ti senti bene quando la persona esprime soddisfazione per un’acconciatura che hai fatto”, dice Carla. “Ho fatto per qualche tempo anche la segretaria – racconta – e mia madre mi aveva mandato ad imparare a fare la sartina, ma non mi piaceva”. Tante clienti e tanti clienti, di tutte le età, che le hanno voluto bene e che, dice Carla, sono diventati la sua seconda famiglia che l’ha supportata. Il primo lavoro a Ponte dell’Olio, poi a Grazzano Visconti (dove per diversi anni è stata chiamata anche ad acconciare le ragazze del corteo storico) ed infine a Vigolzone. Parrucchiera, ma anche “psicologa” e confidente, ha visto e vissuto tante vicissitudini. “Ho accettato anche il baratto – racconta -; chi non poteva pagarmi in denaro mi portava uva, uova, insalata -, c’erano anche persone che pur non avendo problemi economici, lasciavano da pagare e io segnavo su un libro (il libro nero), purtroppo mai più visto nessun soldo. Me ne sono successe di belle e di brutte, ma sono convinta che tutto quello che capita è già segnato, quindi bisogna accettare ed andare avanti”. Quando Carla ha iniziato a lavorare, di parrucchieri ce n’erano ancora pochissimi. “Ora sono tanti, anche troppi – commenta – Ai giovani mi sento di dire che se questo lavoro si fa con amore, oggi è ancora uno dei pochi che può dare tante soddisfazioni. L’importante è avere umiltà, ascoltare gli altri. L’unica cosa che mi rammarica è di non trovare nessuno che possa dare continuità al mio lavoro in questo negozio”.