
Partiamo da una fotografia, conservata in una delle sale della cooperativa dell’Infrangibile: è del novembre 1945, ritrae piazza Cavalli gremita di persone, alcune di loro portano sulle spalle una bara in legno scuro sopra cui si intravedono dei fiori. Quella foto – si legge nella didascalia sottostante – ritrae il funerale di Emilio Canzi, comandante partigiano della XIII Zona morto dopo essere stato travolto da una macchina alla fine del 1945.
Bisogna invece salire in alto, a quasi mille metri, e arrivare fino a Peli, comune di Coli, per trovare la tomba di Canzi. Proprio lì, ieri, si è svolta la tradizionale festa partigiana di settembre all’ombra della statua dell’anarchico Canzi: alla presenza di diversi piacentini, dei rappresentanti dell’Anpi (dal presidente provinciale Romano Repetti a Enrico Battini della sezione “Eligio Everri” di Travo), del consigliere comunale di Coli Marco Bertarelli, lo scrittore Gabriele Dadati ha tenuto l’orazione ufficiale.
È stato lui a sottolineare come “il senso della Resistenza stia tutto in quel pensiero critico che smette di obbedire e crea un’azione, modifica la realtà, porta alla libertà”.
“Mantenere vivo il ricordo di Emilio Canzi e della Resistenza è per noi di fondamentale importanza e altrettanto lo è vedere che ci sono giovani che si avvicinano all’Associazione” spiega Battini. Per l’occasione il Museo provinciale della Resistenza di Sperongia ha organizzato un’escursione sull’alta via Canzi.
“Mantenere vivo il ricordo di Emilio Canzi e della Resistenza è per noi di fondamentale importanza e altrettanto lo è vedere che ci sono giovani che si avvicinano all’Associazione” spiega Battini. Per l’occasione il Museo provinciale della Resistenza di Sperongia ha organizzato un’escursione sull’alta via Canzi.
