Prosegue la conta dei danni. "Colpiti dalla coda del temporale, non era previsto"

26 LUG 23
Ultimo aggiornamento: 11:2116 GIU 26
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“Siamo stati toccati dal fanalino di coda di un temporale che ha interessato particolarmente Lombardia e Veneto. Qui non era previsto”. A due giorni dalla tempesta capace di sradicare piante e interi filari di viti, prosegue la conta dei danni.
Nel frattempo Silvio Scattaglia di Meteo Val Nure spiega cos’è successo: “Una lunghissima perturbazione atlantica ha coinvolto l’area a nord del Po e solo alla fine, quando ormai era diretta verso l’Adriatico, è arrivata nel Piacentino, ma in maniera molto limitata rispetto alla straordinaria violenza con la quale si è abbattuta a settentrione”.
Un colpo di coda durato meno di un quarto d’ora, arco di tempo nel quale il temporale è comunque riuscito a infliggere notevoli danni al settore agricolo. Nei campi di pomodoro della bassa Val Trebbia e della Val Nure il danno stimato tocca quota 80%. Diverse le colture colpite da pioggia, grandine e vento. A Gragnano, Gragnanino e Tavernago si registrano danni al mais, nella zona di Gossolengo interi ettari di alberi da frutto sono stati compromessi. La grandinata ha trafitto anche i vigneti della Val Tidone. “Qui a Luzzano – spiega un agricoltore – la grandine ha staccato i grappoli. Abbiamo già fatto una verifica e stimiamo tra il 30 e il 35 per cento di danni”.
C’è chi parla di chicchi grandi come noci, ma anche il forte vento ha avuto la meglio su piante e filari di viti. “Per i prossimi giorni – conclude Scattaglia – grazie all’anticiclone delle Azzorre è previsto clima più mite e precipitazioni sparse di scarsa intensità”. Mentre il sole è già tornato a splendere, le organizzazioni di tutela delle imprese agricole sono già mobilitate per l’avvio dei vari meccanismi di richiesta di indennizzi. Nel frattempo, si continua a lavorare nei campi nei vigneti. Ci sono intere produzioni da portare avanti.