"Emergenza tartarughe abbandonate nel Piacentino, serve un centro di recupero"

23 SET 22
Ultimo aggiornamento: 13:2817 GIU 26
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Anche nel Piacentino la diffusione sregolata delle tartarughe palustri americane preoccupa le guardie zoofile e i carabinieri forestali. Oltre a configurarsi come un reato, il loro abbandono rischia di alterare gli equilibri dell’ambiente. E il recupero non è semplice: ad oggi, infatti, nel nostro territorio non c’è un centro autorizzato per la detenzione di questa specie esotica invasiva, nonché per garantirne l’impossibilità alla fuga e alla riproduzione. Le strutture più vicine sono a Parma, Mirandola e Cesena.
Un luogo di accoglienza e gestione delle tartarughe abbandonate è più che mai necessario. In questi giorni, l’associazione “Angeli randagi Odv” e il “Laboratorio verde – Fareambiente” hanno lanciato una raccolta fondi proprio per “creare un’oasi per animali in difficoltà” nei pressi di San Polo, un rifugio per gatti, conigli, cavalli, asini, capre e, appunto, tartarughe americane o autoctone.
Dal comando dei carabinieri forestali, che riunisce Piacenza e Parma, emerge un quadro di allerta: “Le tartarughe acquatiche, vendute nelle fiere o nei negozi di animali, rappresentano un problema per l’ambiente. Diverse persone le hanno abbandonate in canali o torrenti, a causa dell’impegno ritenuto eccessivo per prendersene cura o delle dimensioni raggiunte, anche 20 o 30 centimetri di guscio. Nei corsi d’acqua, dunque, le tartarughe americane sono entrate in conflitto con quelle autoctone”. Ma le prime risultano più forti e aggressive. “La specie straniera è molto più vorace – spiegano i carabinieri forestali – perciò ha soppiantato quella locale, diventando una presenza invasiva nell’ecosistema regionale, e non solo”.