"Le vite di noi giovani interrotte dal Covid, ci manca la socialità reale"

25 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 04:2014 GIU 26
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Vite interrotte dal Covid, pezzi di quotidianità strappati dalla pandemia e rapporti umani stravolti da un giorno all’altro. Anche i giovani vivono gli effetti dell’emergenza sanitaria: “Il Covid ci ha portato via la possibilità di vivere la nostra adolescenza insieme”, dice il 15enne piacentino Riccardo Dallacasagrande. “Un anno fa, allo scoppio della pandemia – aggiunge – per noi giovanissimi il lockdown è stato davvero difficile. Abbiamo dovuto dire addio alla socialità, agli abbracci, alla bellezza di stare insieme, e di vivere la nostra adolescenza con serenità. Ecco, questo è stato il sacrificio di noi giovani”. Raccontare l’impatto psicologico della pandemia in una fase cruciale della crescita, però, non vuol dire sottovalutare l’emergenza sanitaria. Davide ci tiene a sottolinearlo: “Io e i miei coetanei siamo consapevoli che le limitazioni sono necessarie a bloccare il Covid, in attesa della totale vaccinazione sulla popolazione. È così, purtroppo”.
Per alcuni giovani, la pandemia da Covid ha rappresentato una cartina al tornasole delle relazioni umane: “Nei mesi più difficili, e soprattutto in isolamento forzato, le vere amicizie si sono confermate come tali, mentre i rapporti falsi sono usciti allo scoperto”, spiega la 17enne Giada Ferrari. E questa, inevitabilmente, è stata una prova difficile nell’anno di Covid attraversato dagli adolescenti: lontani dai compagni di scuola, dalle normali attività di aggregazione, compresa la discoteca, senza dimenticare le emozioni perse, la vicinanza forzata ai genitori, lo sport interrotto, le passioni in standby e il dominio della socialità online.
“Penso che la nostra generazione – aggiunge Costanza De Poli, 17 anni – sia stata messa un po’ in disparte. Le istituzioni ci hanno coinvolto nelle campagne di sensibilizzazione contro il Covid, ma nessuno si è interessato al nostro benessere psicofisico”.