"Non possiamo permetterci di richiudere tutto per colpa di imbecilli irresponsabili"

24 MAG 20
Ultimo aggiornamento: 02:4519 GIU 26
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“Per prendere la decisione di riaprire gli spostamenti tra le Regioni dal 3 giugno bisogna fare i conti con la curva dell’andamento dei contagi. Io mi auguro che si possa riaprire, il che vorrebbe dire che la situazione è sotto controllo”. E’ il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a dirlo, durante una intervista andata in onda nella mattinata di lunedì 25 maggio su Rai 3 durante la trasmissione Agorà. “Ad oggi oltre il 95% delle attività economiche in Emilia Romagna è riaperto, nella Regione che era la seconda per numero di contagi e oggi ha il più alto numero di guariti – ha proseguito il governatore -. Dobbiamo dire che sono state le restrizioni, sacrifici imposti agli italiani, a permetterci di riaprire”.
Bonaccini ha avuto parole ferme contro quelli che con i loro comportamenti mettono a rischio la continuazione delle riaperture: “C’è stato un lavoro straordinario dei professionisti della sanità, ai quali non saremo mai grati abbastanza, e se per colpa di qualche imbecille o irresponsabile dovessimo essere costretti a richiudere, è evidente che vanificheremmo quello che nella stragrande maggioranza dei casi gli italiani hanno dimostrato di accettare, dando un contributo decisivo”.
Bisogna richiamare tutti quanti alle proprie responsabilità – ha proseguito – e sapere che non possiamo vanificare tutti gli sforzi fatti finora, visto che la curva dei contagi oggi è davvero a ribasso”.
Il governatore dell’Emilia Romagna è stato critico verso alcuni interventi televisivi su test sierologici e dati di contagio: “Sento tanta gente parlare nelle trasmissioni e per alcuni mi domando se si rendono conto di quello che dicono, perché ci vuole molta prudenza e anche un po’ di cognizione. Rispetto al numeri di contagi, che oggi sono più lievi come gravità rispetto a settimane fa,il dato importante da guardare ogni mattina è il crollo dei ricoverati gravi negli ospedali e degli accessi ai pronto soccorso – ha spiegato – e comunque non possiamo dire che il virus è sconfitto per sempre, almeno fino a che non ci sarà il vaccino”.
Bonaccini ha poi difeso la scelta di non istituire una zona rossa a Piacenza durante i primi giorni di diffusione del virus, ha sottolineato la primogenitura della decisione di chiudere bar e ristoranti e il jogging, “poi siamo andati all’attacco”, spiega, “andando a curare i malati direttamente a casa”.
“Nel dramma abbiamo cercato di fare tutto il possibile – conclude il governatore – e oggi i dati dicono che siamo riusciti a contrastare il virus”.