«Prima, autentici»

Quando senti dire «non lavorerei come insegnante in nessun altro contesto», non immagini che si tratti di un carcere, né che la diretta interessata lo pensi dopo 27 anni di onorato servizio “dietro le sbarre”. Stupisce? Sì, perché una scelta così forte non si spiega con la sola passione per il lavoro. Elena Blasi guardagna qualcosa per sé che va oltre una gratificazione economica, umana e professionale, che pure pesano non poco (forse le ultime due più della prima). È una specie di verità nei rapporti, a fare la differenza. Una autenticità, dice lei, «che faccio fatica a trovare fuori di qui». Il luogo meno libero per eccellenza è quello in cui «sei più spinta ad essere autentica: non ci sono mediazioni o sovrastrutture; sei valutato sull’autenticità e sul fatto di non aver paura di loro».
Elena Blasi lavora al Centro provinciale Istruzione Adulti (Cpia). È la referente delle attività didattiche a Ca’ del Ferro, dove sono attivi un percorso di primo livello, funzionale al raggiungimento della licenza media inferiore, corsi di alfabetizzazione (di base, livelli A1 e A2), corsi di inglese e corsi di informatica, che quest’anno si sono concretizzati in due corsi di Autocad. Da ultimo, un laboratorio di fumetti curato da una docente di Tecnologia. Nonostante sia formalmente una “sede decentrata”, quella al carcere è l’unica delle quattro del Cpia a non avere un organico...
Elena Blasi lavora al Centro provinciale Istruzione Adulti (Cpia). È la referente delle attività didattiche a Ca’ del Ferro, dove sono attivi un percorso di primo livello, funzionale al raggiungimento della licenza media inferiore, corsi di alfabetizzazione (di base, livelli A1 e A2), corsi di inglese e corsi di informatica, che quest’anno si sono concretizzati in due corsi di Autocad. Da ultimo, un laboratorio di fumetti curato da una docente di Tecnologia. Nonostante sia formalmente una “sede decentrata”, quella al carcere è l’unica delle quattro del Cpia a non avere un organico...
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