L’Oriente fa “buona” Cremona

3 APR 25
Ultimo aggiornamento: 07:58 | 13 GIU 26
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Se dici Kandoo, a Cremona, la testa di quasi tutti annuisce, segno inequivocabile che il nome è conosciuto e corrisponde a un luogo che, magari, si è anche direttamente frequentato. Nomi e luoghi sono tenuti insieme da una storia. Sempre. Quella di Gianni Zhou è imprescindibile quando si pensa o si varca la soglia del ristorante di piazza Cadorna. Gianni arriva a Cremona da ragazzino, nel 1993, a soli 13 anni. Lascia il Giappone per raggiunge alcuni parenti che qui vivono da tempo, impara la lingua in fretta e dopo le Medie inizia la scuola alberghiera a Salsomaggiore. La passione per la cucina lo ha già conquistato e trova in lui una propensione innata, come se l’arte della preparazione del cibo gli appartenesse da sempre. C’era solo bisogno di incontrarla. Il resto lo fanno l’impegno e la dedizione al lavoro tipici del popolo nipponico. «Le prime esperienze di lavoro nella ristorazione – racconta Gianni – sono state dure, ma molto formative». Cameriere prima e cuoco poi. Abilità, rispetto dei tempi, cura dei dettagli, gusto: sono alcuni degli elementi che Zhou impara stando dietro ai fornelli e a chi, più avanti negli anni di lui, glieli può trasmettere. Ma è già nel periodo scolastico che matura il desiderio di aprire, prima o poi, qualcosa di “suo”, un ristorante che abbia un’impronta caratteristica, distintiva. Le occasioni di lavoro rafforzano l’idea e, anzi, la rendono plausibile. La spinta finale arriva da un altro amore, quello per la donna che Gianni sposa e con cui costruisce, a Cremona, una famiglia. Le lunghe trasferte lavorative diventano impraticabili con l’arrivo di due figli...
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