La nostra gratitudine per la sua tenerezza e il dialogo continuo

13 MAR 25
Ultimo aggiornamento: 18:33 | 16 MAG 25
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Ne prendiamo due, la tenerezza e il dialogo, sapendo che sono molti di più i tratti distintivi che hanno caratterizzato, fin qui, il pontificato di Francesco, che ha festeggiato la ricorrenza dei 12 anni della nomina proprio ieri al Gemelli di Roma, dov’è ricoverato da un mese, ma con segnali di ripresa che si consolidano giorno dopo giorno. La novità che incarna Bergoglio si è percepita netta in quel saluto inaugurale: «Fratelli e sorelle, buonasera!». E nell’irritualità dei gesti e di un linguaggio semplice, lontano dai protocolli ogni volta che era possibile, che lo fanno somigliare a un curato di campagna a suo agio tra la gente, più che a certi eredi di Pietro desolatamente inaccessibili. Ho viva nella memoria l’immagine con cui Francesco abbraccia una madre che ha da poco perso il figlio: non solo parole, ma l’affetto paterno del compatire, cioè il “patire insieme”...
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